Apprezzato disc-jockey e
remixer, il newyorkese Morgan Z giunge alla sua prima prova discografica mediante il progetto Chrome Canyon, subito accolto tra le fila della storica Stones Throw nonostante una proposta distante anni luce da quella dell'etichetta (di proprietà di Peanut Butter Wolf, leggasi uno dei
beatmaker più importanti d'america ed ex-partner del compianto Charizma).
Il particolarissimo
sound di “Elemental Themes” è un connubio di ricordi e modernità, i cui tratti somatici principali sono melodia, suoni vintage e contaminazione: è l'elettronica sinuosa e orecchiabile di
Jean-Michel Jarre e
Vangelis che incontra la strumentazione dell'
evo digitale, in un sinolo di futurismo e nostalgia che padroneggia svariati linguaggi e non disdegna dialoghi con mondi apparentemente inconciliabili.
Nascono così tredici autentiche gemme di onirismo, caratterizzate da un'elettronica “calda” e “umana”, capace di esprimersi in solitaria (gli arpeggiatori di “Branches”, il valzer di “Chasing The Dead” e il techno-pop di “Memories Of A Scientist”) o sotto l'influsso di ritmi inusuali (il tempo dispari di “Beginnings”, i rimandi esotici di “Who Speaks For Earth”), strutture pop-rock (la bellissima “Pluze”, l'algido romanticismo della
title track, l'elettrica “Carfire On The Highway”), arpeggi gitani di chitarra acustica (“Generations”), inserti fiatistici di stampo funky (“Legends”) e scenari cinematografici (“Sacred Mountain”).
La proposta è delle più originali pervenute negli ultimi anni di elettronica, forte dell'invidiabile capacità di non scivolare mai nell'esagerazione: il polistrumentista Morgan Z riesce nell'intento di convogliare tutte le sue anime in un prodotto unico, omogeneo benché mai uniforme o statico.
“Elemental Themes”, già dal titolo, lascia trapelare l'esigenza di comunicare schiettezza e semplicità, sigillate all'interno di una formula che ripesca dai mondi più disparati riuscendo comunque a distinguersi in maniera decisiva.
Chrome Canyon non è un progetto di ricerca o sperimentazione, bensì l'espressione unica e sola della poliedrica anima artistica del suo regista, che questi riesce, con innegabile maestria, ad assecondare e dominare contemporaneamente.
Elementare, ma solo in apparenza.