Non convince il quarantesimo ciclo della Cyclic Law. Mulm è un nuovo progetto musicale, il frutto dell'unione di tre musicisti norvegesi: Ketil Søraker (Taphephobia), Erlend e Erik (Avsky) e Hærleif Langås, più conosciuto con il
moniker di Northaunt.
In "The End Of Greatness" ogni singolo artista inserisce e mette a disposizione le proprie caratteristiche: Northaunt con le sue gelide e glaciali note, Avsky contribuisce attraverso le parti prettamente dark-ambient, Taphephobia con tonalità classiche e sinfoniche.
Il risultato ottenuto, però, non è soddisfacente e risulta noioso, e se lo scopo o
concept che si vuole ottenere - come si evince anche dal titolo - è quello della fine o morte di ogni cosa bella, purtroppo raggiungono inconsapevolmente l'obiettivo opposto, e cioè sensazioni forti di rinascita.
Il freddo sprigionato dai
soundscape si percepisce, e d'altronde siamo prossimi a latitudini da circolo polare artico. Non mancano alcuni passaggi sonori di spessore, epici e leggendari quasi da miti nordici e tenebrosi Valhalla. I suoni sono sempre limpidi e rarefatti, lasciando intendere che i tre artisti ci sanno fare con queste sonorità; tuttavia non sono abbastanza da poter definire "The End Of Greatness" come un buon disco, e perciò tanto vale esplorarli in solitario cominciando dall'album "Barren Land" di Northaunt.
In definitiva "The End Of Greatness" è un album con molta ambient e poca "dark", ma soprattutto è assente quella componente
malata che trasmette ansia e inquietudine tipica della dark-ambient; nonostante tutto potrebbe meritarsi la sufficienza per la splendida copertina autunnale e crepuscolare.