Dopo anni spesi a incendiare i palchi italiani, i Casanovas giungono finalmente al grande passo del disco d'esordio, licenziato dalla Ice For Everyone di Andrea Appino. Una gestazione lunga, curata nei minimi particolari e arricchita dalle prestigiose collaborazioni con Enrico Gabrielli, Simone Lalli, Antonio "Tony Face" Bacciocchi e lo stesso
frontman degli
Zen Circus.
"Hot Star" è la fedele fotografia del cammino compiuto fino a oggi da Diletta Casanova (voce, basso distorto e "anima" del progetto) e SirJoe Stomp (da un anno a questa parte alla batteria, anche se dietro piatti e tamburi in sala d'incisione figura Giacomo Dini), autori di un
sound ruvido e per necessità essenziale, ma che spesso e volentieri si apre a soluzioni pop.
Un altro aspetto particolare riguarda l'utilizzo nelle varie canzoni dell'inglese o dell'italiano: scelta motivata un'urgenza espressiva che preferisce il risultato alla forma. Un esempio calzante di quanto premesso lo si trova nella canzone-simbolo nonché primo singolo estratto, la
title track "Hot Star", che racconta molto della musica del duo toscano: partenza a ritmo di marcia, atmosfere garage e un ritornello allo stesso melodico e "sguaiato". Cuore e stomaco. Più radiofonica e patinata la traccia che apre il disco, "Radio Days": giro di basso ammiccante, linee vocali sfrontate e incisive a incorniciare un brano capace di captare sia il pubblico "indie" che quello meno di nicchia.
Nell'inquieta "Bancone" - cantata in inglese, a dispetto del titolo - e più avanti in "Rosso & Blu" c'è la mano di Simone Lalli del progetto Autobam, in entrambi i casi impegnato con arrangiamenti, synth e chitarre. "Gonna Burn" (con Bacciocchi alla batteria) preme l'acceleratore assestandosi in territorio punk, "Doop Doo Ah" si concede un folle finale jazz incorniciato dal sax di Gabrielli, mentre con "With You" e "Vi Odio Tutti" si torna in ambito garage.
Il gran finale è affidato ad "Amore A Scampia", splendida
rock-song irriverente e malinconica scritta in collaborazione con Andrea Appino, che ci mette anche voce e chitarra.
Se l'instancabile attività
live ha eletto i Casanovas allo
status di band di culto, "Hot Star" conferma anche su disco la bontà di una formula
sui generis (voce, basso distorto e batteria) in grado di conciliare l'immediatezza del rock a soluzioni di più ampio respiro. Pur trattandosi di un esordio, verrebbe da dire... una bella conferma.