Terzo lavoro per Eric Copeland, uno dei fondatori dei Black Dice. Diviso in due lunghe composizioni, “Strange Days” (vinile pubblicato dalla Post Present Medium) è un viaggio allucinato in un universo malfunzionante, dove field-recordings sconnessi, trasmissioni radiofoniche random, cortocircuiti finto-cosmici e sample alla deriva danno vita a uno scenario amorfo, multi-direzionale ma, in fondo, privo di prospettiva, del tutto irrisolto. Ho letto, divertito, anche la parola “hypnagogic” in qualche recensione. Ormai, sembra quasi un mantra. Ma un mantra che produce sostanzialmente fumo… Come questo disco del tutto insulso, in definitiva.
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22/08/2010
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