Terzo lavoro per Eric Copeland, uno dei fondatori dei
Black Dice. Diviso in due lunghe composizioni, “Strange Days” (vinile pubblicato dalla Post Present Medium) è un viaggio allucinato in un universo malfunzionante, dove
field-recordings sconnessi, trasmissioni radiofoniche random, cortocircuiti finto-cosmici e
sample alla deriva danno vita a uno scenario amorfo, multi-direzionale ma, in fondo, privo di prospettiva, del tutto irrisolto. Ho letto, divertito, anche la parola “
hypnagogic” in qualche recensione. Ormai, sembra quasi un mantra. Ma un mantra che produce sostanzialmente fumo… Come questo disco del tutto insulso, in definitiva.