di Claudio Lancia
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Il reflusso shoegaze degli anni Dieci e venti del nuovo millennio ha riportato alla ribalta alcuni mostri sacri che definirono a suo tempo le caratteristiche del genere, quali Slowdive e Ride, ed ha al contempo lasciato emergere nuovi protagonisti non meno rilevanti, quali Nothing e DIIV. Molti giovani musicisti sono stati stimolati dall’estetica shoegazing ed hanno iniziato a sperimentare con chitarre ed effettistica “fissandosi le scarpe”, nel tentativo di emularne timbriche e dinamiche. In Italia, dopo le esperienze di Klimt 1918, Flying Vaginas, Arctic Plateau, Divenere, a di molte produzioni legate al marchio Lady Sometimes Records, il caso più recente è un trio composto da ragazzi provenienti da tre aree completamente diverse della nostra penisola: Foreverboymush (Francesco Cingillo, da Palermo), Saint Abel (Tommaso Orlandi, da Rimini) e Moskova Div (Carmine Esposito, da Napoli).
I tre si sono conosciuti su Soundcloud e quasi per gioco hanno iniziato a postare una serie di proprie composizioni su TikTok, piattaforma social dove “shoegaze” è diventato di recente un trend piuttosto seguito, per via del mood introverso e delle scariche di energia che ben si sposano con la disillusione che sta segnando l’attuale confuso periodo storico. “Chiaroscuro”, il loro primo album, raccoglie otto canzoni costruite con liriche dreamy cantate in italiano, voci semi nascoste sotto un muro di suono creato con chitarre, synth e batterie in sequenza, ma soprattutto con distorsori, feedback, delay e riverberi, un suono raccontato sul web con il termine “zoomergaze”, come dire “il nu-gaze ai tempi di Zoom”, un revival che pesca a piene mani dagli anni Novanta, perfetto per chi vuole evitare di legarsi esclusivamente al suono digitale tipico della pc music. E’ possibile che nel prossimo album il trio possa presentarsi con un nome identificativo, al momento hanno scelto di ricorrere alla somma dei loro nomi d’arte, regalandoci entusiasmanti centrifughe di suono.