Il mathcore ha oltre trent'anni e, come tutti gli stili musicali estremi, è facile avere l'impressione che non si possa fare nulla che possa stupire degli ascoltatori formati da decenni di musica scioccante. Nel tempo elementi grindcore e di elettronica si sono infiltrati nei brani, ad ampliare l'armamentario a disposizione di chi si voglia lanciare in questa nicchia, ma pochi hanno saputo proporsi con creatività. I Soulkeeper ci provano, rinnovando il mathcore in chiave
glitchy con l'esordio "Holy Design", un triplo concentrato di violenza con un alone tecnologico-distopico.
(
Antonio Silvestri)