Il trio canadese degli Thantifaxath è avvolto nel mistero, tanto che non si conoscono i nomi dei membri. Anche la loro produzione ultradecennale, assai diradata, contribuisce all’alone oscuro che li circonda: tre anni dal breve Ep d’esordio “Thantifaxath” (2011) per arrivare al severo album d’esordio “Sacred White Noise” (2014), con l’estesa epopea oscura di “Lost in Static Between Worlds”; altri tre anni per il corposo Ep “Void Masquerading as Matter” (2017), più atmosferico ed eterogeneo, e ben sei anni di attesa per arrivare a “Hive Mind Narcosis” (2023), il loro album più elaborato e complesso.
(
Antonio Silvestri)