I Toadliquor, nati in California ma ora di stanza ad Olympia, Washington, sono una di quelle formazioni a cui si giunge dopo aver esplorato i nomi più conosciuti del mondo sludge e doom-metal. La loro fama è legata ad un concentrato di volumi nocivi e distorsioni esagerate che prende il nome di “Feel My Hate - The Power Is the Weight - R.I.P. Cain” (1993), sei brani più un’introduzione che abitano gli aspetti più estremi dello sludge e doom-metal. Già nell'album d’esordio, però, ad esempio in “Nails”, la struttura pachidermica dei brani si deforma per accogliere miasmi psichedelici e accelerazioni epilettiche. Questa tendenza ad affrancarsi dallo stile di riferimento è confermata anche dalla raccolta “The Hortator's Lament” (2003),
compilation dove rileggono persino “Also Sprach Zarathustra” di Strauss. Il secondo album, “Back In The Hole”, arriva 21 anni dopo l’esordio e prosegue quel discorso dosando soluzioni familiari e nuove miscele.
(
Antonio Silvestri)