Anteloper

Anteloper

Improvvisazione, elettronica e jazz

intervista di Maria Teresa Soldani

In vista dell'approdo in Italia – domenica prossima saranno a Jazz Is Dead a Torino – abbiamo raggiunto jaimie branch per un’intervista incentrata sul processo creativo di Anteloper, progetto electro-impro-jazz della trombettista, protagonista della scena avant-jazz contemporanea, col batterista Jason Nazary di base a Brooklyn. Il duo esplora il lato più molecolare e psichedelico delle mutazioni e delle ibridazioni possibili del jazz con l’elettronica. Il 17 giugno uscirà un nuovo album, “Pink Dolphins”, prodotto da Jeff Parker (Tortoise, Isotope 217, Chicago Underground Quartet, Exploding Star Orchestra) e pubblicato ancora una volta da International Anthem.

Iniziamo dalle origini del vostro processo creativo: come nasce un nuovo album di Anteloper? Anche sul piano concettuale… partite da un’idea, da un suono, da un mood?
Anteloper parte sempre dal suono. Siamo musicisti d’improvvisazione, quindi apriamo bene le orecchie e seguiamo il suono qualsiasi percorso possa prendere, suonando un sacco di generi e mood differenti. E ogni volta è diverso, dipende da dove siamo collocati fisicamente, sonoramente e spiritualmente. Nel prossimo disco abbiamo lavorato con Jeff Parker come produttore, che ha preso il nostro materiale grezzo e ha aggiunto alla musica un livello di “songitude” (i tratti della forma-canzone, ndr). In “Pink Dolphins” ci sarà infatti il “pop tune” di Anteloper! “Earthlings” è un loop di quattro battute estratto da una delle nostre sessioni di improvvisazione che Jeff ha campionato e su cui canto una vera melodia… è una vera canzone! È stato molto divertente fare le prove del brano, e in questo tour lo faremo per la prima volta dal vivo!

Potresti descrivere il vostro processo di composizione e produzione? Realizzate sessioni di improvvisazione in studio? Assemblate un brano partendo dalle registrazioni fatte dal vivo insieme? Lavorate anche separatamente, ciascuno nel proprio studio?
Sì, facciamo tutte queste cose. Entrambi abbiamo uno spazio personale dove lavoriamo, ma in generale improvvisiamo insieme dal vivo in studio. A volte a uno dei due viene un’idea per una canzone, una melodia o una ritmica, ma principalmente è tutta improvvisazione, infatti i nostri dischi fino a “Tour Beats vol. 1” (International Anthem, 2020) derivano tutti dall’editing di lunghe sessioni di improvvisazione con pochissima post-produzione. “Pink Dolphins” è diverso, dal momento che abbiamo lavorato con Parker, quindi c’è molta più post-produzione. Quando compongo per l’ensembleFLY or DIE” il mio processo creativo è diverso perché do ai musicisti delle partiture, anche se il punto di partenza è comunque l’improvvisazione. Quando mi appresto a comporre, registro idee col telefono e col computer, sia musica sia voce, poi le elaboro e contemporaneamente le registro perché non sai mai quando suonerai “the thing”! (il pezzo che saprai essere quello giusto, ndr).

jaimie, generalmente realizzi l’artwork dei vostri dischi. La componente visuale gioca un ruolo specifico nel vostro processo di creazione musicale? Siete influenzati da immagini (astratte, reali ecc.) e/o dall’atto di generare immagini quando concepite la vostra musica e la suonate?
I colori in particolare mi ispirano molto, così quando suono mi sento come quando compongo i miei quadri. Inizio generalmente con l’acqua e l’inchiostro grezzo muovendomi sulla pagina e poi, come nella musica, seguo il colore in qualsiasi direzione mi possa portare. Amo osservare l’arte. Il mio pittore preferito è Mark Rothko, e trovo pazzesco il colore nelle opere di Ellsworth Kelly… Recentemente ho visto la mostra di Yayoi Kusama al New York Botanical Garden che mi ha fatta impazzire. Il suo uso del colore e delle proporzioni è sorprendente e diventa un’ecologia veramente chiara nel contesto del Botanical Garden. È un intero ecosistema. L’assonanza delle vibrazioni tra arte e natura era così naturale che sembrava (le opere) respirassero… e non ero nemmeno su di giri! Forse un pochino…

Torniamo su una delle novità del vostro nuovo album, la produzione di Parker. Perché avete deciso di coinvolgerlo? Come ha effettivamente contribuito al vostro lavoro?
In “Pink Dolphins” è evidente l’impronta musicale di Parker. Ha lavorato molto in post-produzione, anche aggiungendo (linee di) chitarra, basso e sintetizzatore. Ha coinvolto anche Chad Taylor per inserire alcune parti di Mbira… Jeff è un musicista che mi ha inspirato molto ed è una persona magnifica, così ho colto subito l’occasione di poter collaborare con lui. I Tortoise sono stati una delle mie band preferite quando ero alle superiori, e a volte penso ancora che sia sorprendente il fatto di poter lavorare insieme.

Come state approcciando i live in relazione al materiale del nuovo album?
La cosa sostanzialmente diversa rispetto a prima è che con “Pink Dolphins” abbiamo delle canzoni che dobbiamo imparare. Continueremo a fare un set continuo, senza interruzioni, ma suoneremo “Earthlings” ed entreremo e usciremo da altri scenari che sono presenti nel disco… al modo di Anteloper!

Cosa differenzia e caratterizza Anteloper rispetto agli altri tuoi progetti artistici?
Anteloper è un vero duo. Jason e io mettiamo sul tavolo le nostre personalità musicali e ci incontriamo esattamente nel punto in cui siamo. Una particolarità chiara per me, rispetto agli altri progetti, è l’uso ampio di elettronica. Nella mia pratica da solista uso un set-up simile a quello che adopero con Anteloper, ma in quasi tutti gli altri progetti suono cose più acustiche o con un’elettronica minima, mentre nel duo quest’ultima è parte integrante di qualsiasi cosa io faccia, anche quando suono la tromba, è raro che non ci sia qualche loop o una sorta di caos elettronico sotto… Raramente sentirai un mio momento completamente acustico con Anteloper. È stato incredibile crescere con Jason perché i nostri modi di suonare sono cambiati negli anni ma facciamo ancora una musica che ci rappresenta e che rappresenta autenticamente il nostro progetto… Lo sento! Sul piano personale, sono felice di condividere questa esperienza musicale insieme.

(Foto di Tim Saccenti)

Discografia
 Kudu (2018) 
 Tour Beats Vol. 1 (2020) 
Pink Dolphins (2022) 



pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Seclution Self
(videoclip, 2018)

RADAR Radio
(videoclip, 2020)

Earthlings
(videoclip, 2022)


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Recensioni

ANTELOPER

Tour Beats Vol. 1

(2020 - International Anthem)
Il frutto delle sessioni psych-electro-jazz di improvvisazione tra Jaimie Branch e Jason Nazary