Addio a una delle ultime leggende del rock'n'roll: Jerry Lee Lewis è morto a 87 anni, nella sua casa a sud di Memphis. Era malato da tempo e tre giorni fa il sito di gossip Tmz ne aveva annunciato prematuramente la morte per poi correggersi rapidamente.
Lascia evergreen spacca-classifiche come “Whole Lotta Shakin' Goin’ On” e "Great Balls Of Fire" (entrato anche nella colonna sonora di "Top Gun"), che gli erano valsi il soprannome di "The Killer". Ha vinto anche quattro Grammy, tra cui un Grammy alla carriera e due Grammy Hall of Fame Awards. nel 1986 era stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame.
Nato in Louisiana in una famiglia poverissima che aveva ipotecato la casa per comprargli il primo pianoforte, Jerry aveva imparato da solo a suonare e a 14 anni si era esibito per la prima volta in pubblico in un concessionario di auto locale. Da bambino frequentava una scuola evangelica: ne fu cacciato per aver suonato una versione boogie-woogie di "My God is Real" considerata irriverente.
Il debutto vero e proprio fu a 21 anni quando si presentò ai Sun Studios di Memphis chiedendo un'audizione. Sun Records aveva appena venduto l'anno prima alla Rca il contratto di Elvis e aveva bisogno di una nuova star per completare una rosa di astri nascenti come Carl Perkins, Johnny Cash e Roy Orbison.
Il suo primo disco fu una versione energica di "Crazy Arms" di Ray Price. Con "Whole Lotta Shakin' Goin' On" del 1957, la Sun Records ottenne la hit che cercava e "Great Balls Of Fire" nel novembre di quello stesso anno consolidò il trionfo di Lewis. Altrettanto sfrenate erano sue le performance: Lewis saliva sul palco "come fosse posseduto dalla musica del demonio", secondo le sue stesse parole.
L'ascesa fu rapida come la caduta: nel 1958, mentre il terzo successo "Breathless" conquistava il secondo posto delle classifiche, Jerry si imbarcò in un tour trionfale in Gran Bretagna e i giornalisti al seguito scoprirono che la ragazzina che viaggiava con lui, Myra Gale Brown, era la sua moglie di 13 anni e per di più una cugina, e che Lewis era ancora sposato con una seconda moglie quando aveva pronunciato i suoi terzi voti nuziali. Le rivelazioni provocarono un enorme scandalo su entrambe le sponde dell'Atlantico e le giustificazioni di Jerry non calmarono le acque.
Dopo il crollo, a metà anni Sessanta Lewis trovò la sua redenzione nel country, con una ventina di album che entrarono nelle top 10 del settore fino a "39 And Holding" del 1981. L'alcol e l'abuso di droga negli anni 70 e 80 ebbero però un prezzo tra disastri familiari - la quarta moglie annegata in piscina, la quinta morta per overdose di metadone - e cause con il fisco. Nel 1976, mentre guardava la tv a casa della moglie, Lewis ferì al petto il suo chitarrista, Norman Owens. Due mesi dopo, poi, si introdusse a Graceland, la villa di Presley a Memphis, poche ore dopo essere stato fermato per guida in stato di ebbrezza.
Una vita sregolata e tragica, a far da contraltare a quella che rimarrà in ogni caso una leggenda dell'era d'oro del rock'n'roll.