Girato nella periferia di Barcellona durante i noti giorni del referendum catalano, il video trasforma in immagine gli aspri contenuti del brano, rappresentando la rabbia e l’indignazione nei confronti dell’ipocrisia del potere. Un potere che predica il rispetto per le stesse regole che puntualmente contraddice. L’attore, la maschera, il palcoscenico, la violenza e la propaganda di chi muove i fili e decide cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Di fronte a chi esercita in maniera così disinvolta e priva di scrupoli il potere, troviamo invece i cittadini comuni, una categoria in cui ognuno di noi si rispecchia, sempre attenti a non essere fregati e pronti a gridare “non ti credo” e a resistere.