Un rituale sonoro che affonda le radici nella terra di Puglia e si proietta verso territori inesplorati dell'elettronica contemporanea. È "Diavulu", il nuovo episodio del progetto Folktronica firmato da Dominic Sambucco (alias Sambuko), dove la voce ancestrale di Marenza D'Agnano si trasforma in un mantra ipnotico attraverso le lenti della produzione digitale.
Il brano nasce dall'archivio "I suoni di San Vito", prezioso repository sonoro curato da World Music Academy e Last Floor Studio che custodisce le vestigia musicali della famiglia Lelli/D'Agnano/Gagliani, dinastia di custodi della tradizione orale locale. La voce campionata proviene da "Lu sittatturu", serenata che trasuda passione e tormento, rielaborata con sapiente maestria tecnica dal producer italo-canadese.
Sambuko conferma ancora una volta la sua cifra stilistica: un approccio all'elettroacustica che non tradisce mai la ricerca timbrica e l'innovazione tecnologica. Sound designer di formazione, regista e polistrumentista, l'artista costruisce paesaggi sonori dove natura e scienza dialogano attraverso un uso sofisticato della multimedialità.
Dopo "Nespole" e "Battelli d'Ori", "Diavulu" rappresenta il terzo capitolo di un'esplorazione che proseguirà a settembre con "Itela nasu po", dove risuonerà la voce di Emanuele Licci su un canto in griko. Il progetto si inserisce nel più ampio programma Nuova Generazione Trad, sostenuto dal Ministero della Cultura, che negli ultimi quattro anni ha coinvolto decine di giovani artisti in una riflessione contemporanea sul concetto di tradizione.
L'appuntamento live è fissato per il 15 luglio a San Vito dei Normanni, all'interno della rassegna Coreutica, dove Folktronica prenderà forma scenica con un ensemble che comprende Trevize, Vincenzo Gagliani, Giovanni Chirico, Rosario Nido, Domenico Celiberti e Roberto Boccacci.
Un progetto che dimostra come la sperimentazione elettronica possa diventare veicolo di preservazione e rinnovamento del patrimonio culturale, trasformando antiche invocazioni in linguaggi sonori del presente.