Bruce Springsteen: la scaletta dei concerti a Milano e le informazioni sul tour

29-06-2025
Bruce Springsteen e la E Street Band tornano finalmente a San Siro dopo la cancellazione delle date del 2024 per problemi di salute. Il Boss si esibirà lunedì 30 giugno e giovedì 3 luglio 2025, chiudendo così il The Land of Hope & Dreams Tour, partito nel 2023. Con queste due serate salgono a nove i concerti totali di Springsteen nello stadio milanese, a partire dallo storico live del 21 giugno 1985.
A due anni dal concerto al Parco di Monza, il rocker americano è pronto a infiammare ancora una volta il pubblico italiano con tutta la sua energia. Entrambe le date sono sold out: restano validi i biglietti già acquistati per il 2024 (quelli del 1° giugno per il 30 giugno 2025; quelli del 3 giugno per il 3 luglio 2025). Nessun biglietto è più disponibile né online né presso le casse dello stadio, e si sconsiglia il ricorso a piattaforme di secondary ticketing.
Orari e ingressi: apertura cancelli alle ore 17, inizio concerto alle ore 20.

Come sanno bene i fan, ogni concerto del Boss è un evento unico, con esibizioni che superano spesso le tre ore e setlist in continua evoluzione.
Analizzando le scalette delle ultime date del tour europeo, possiamo farci un’idea abbastanza chiara di cosa aspettarci a San Siro. Il 27 giugno a Gelsenkirchen, in Germania, il concerto si è aperto con una tripletta potente: "No Surrender", "My Love Will Not Let You Down" e "Land Of Hope And Dreams". Solo tre giorni prima, a San Sebastián (Spagna), l’apertura era invece affidata a "Lonesome Day", "Prove It All Night" e ancora "Land Of Hope And Dreams". A chiudere lo show, i classici "Tenth Avenue Freeze-Out", "Twist And Shout" e "Chimes Of Freedom" di Bob Dylan. Sempre a San Sebastián erano presenti anche "I’m on Fire" e "Because the Night". In linea generale, i bis del tour includono quasi sempre "Born In The U.S.A.", "Born To Run", "Bobby Jean", "Dancing In The Dark", "Tenth Avenue Freeze-Out", "Twist And Shout" e "Chimes Of Freedom". Tra le sorprese di questa leg estiva, l’apertura a Praga con "Summertime Blues" di Eddie Cochran e, a Berlino l’11 giugno, "Ghosts", dall’album "Letter To You". Non mancheranno anche incursioni nei lavori più recenti, con brani come "Wrecking Ball" e "Rainmaker". Ed è possibile che trovi spazio anche qualche inedito estratto da "Tracks II: The Lost Albums", la monumentale raccolta pubblicata di recente, che contiene ben 83 brani composti tra il 1983 e il 2018, di cui 74 mai ascoltati prima.
Stilare una setlist definitiva è quindi difficile, ma questa è la scaletta dell'ultimo show, quello dello scorso venerdì a Gelsenkirchen, in Germania.
Ma il Boss continua a riservare sorprese anche sul fronte discografico. Dopo decenni di silenzio, infatti, Bruce Springsteen è pronto a spalancare le porte del suo archivio più segreto con "Tracks II", una monumentale raccolta di sette album "perduti" che vedrà la luce questo venerdì. Non si tratta di semplici rarità o scarti di lavorazione, ma di veri e propri progetti discografici completi, mixati, masterizzati e poi inspiegabilmente abbandonati nelle cassaforti della leggenda del rock americano. Ottantatré tracce totali, di cui 74 completamente inedite. Un corpus musicale che abbraccia un arco temporale che va dal 1983 al 2018, testimoniando l'inesauribile creatività di un artista che, anche nei suoi momenti di apparente silenzio, non ha mai smesso di esplorare nuovi territori sonori. Dal lo-fi più sporco al country più autentico, dal retro-pop nostalgico alle sperimentazioni sintetiche, fino ad arrivare alle suggestioni mariachi e agli arrangiamenti orchestrali: Springsteen si rivela ancora una volta un musicista senza confini.

La genesi di questo progetto affonda le radici nei mesi più bui della pandemia. Mentre negoziava con Sony la cessione del suo catalogo per la cifra monstre di 550 milioni di dollari, Bruce ha iniziato a scavare negli archivi, riscoprendo tesori dimenticati. "Un disco è esattamente ciò che dice di essere: una testimonianza di chi sei e di dove ti trovavi in quel momento della tua vita", confessa il 75enne cantautore del New Jersey, rivelando quella vena introspettiva che caratterizza questa fase della sua carriera.
"L.A. Garage Sessions '83" apre la raccolta con il fascino grezzo del lo-fi casalingo: Bruce solo con una drum machine nella sua casa di Hollywood Hills, in una dimensione intima e sperimentale che i fan più devoti già conoscono in parte.
"Streets of Philadelphia Sessions" ci riporta all'epoca dell'Oscar vinto per la colonna sonora di "Philadelphia", esplorando le sessioni che hanno dato vita a uno dei suoi brani più toccanti.
"Somewhere North of Nashville" e "Inyo" (quest'ultimo con una band mariachi) documentano le incursioni del Boss in territori country e world music, mentre Twilight Hours rivela un Springsteen in versione crooner alla Burt Bacharach, con arrangiamenti orchestrali di rara eleganza.
"Faithless" rappresenta forse il capitolo più misterioso: una colonna sonora per un "western spirituale" mai realizzato, che lascia immaginare quale direzione cinematografica avrebbe potuto prendere la carriera del Boss.
Chiude "Perfect World", una collezione di brani rock che spazia dagli anni '90 fino a un decennio fa, pensata per soddisfare le aspettative dei fan più tradizionalisti. Tra questi spicca "Rain in the River", definita dal New York Times come una "travolgente murder ballad" che contiene alcune delle vocalità più primitive e istintive dell'intero repertorio springsteeniano.

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