Continua la polemica tra l'amministrazione comunale di Padova e gli organizzatori del Radar Festival. Dopo un'intervista all'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia, che accusava l'organizzazione del festival di avere superato le soglie di rumore previste e sosteneva di avere ricevuto varie segnalazioni di disturbo alla quiete, verificate personalmente, il Radar ha risposto in questo modo:
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Pur non essendo la polemica a tutti costi nel nostro stile, pubblichiamo questa mattina un secondo comunicato stampa per rispondere alle nuove pesanti affermazioni che ci sono state rivolte contro:
Ci troviamo costretti a replicare ancora alle parole dell'assessore alla Sicurezza Maurizio Saia comparse a mezzo stampa nella giornata di martedì 29 luglio.
Nell'articolo uscito su “Il Mattino di Padova” nella data già indicata l'assessore ha riferito che “Mentre [i responsabili del Radar Festival] sabato sera incassavano soldi io giravo per gli appartamenti a verificare che le segnalazioni sul frastuono, provenienti da cittadini anziani e malati, fossero vere. Ho provato una forte rabbia e ho dovuto chiedere scusa ai cittadini come amministratore”.
Troviamo sconcertanti, diffamatorie e menzognere queste affermazioni, visto che sabato, a causa del violento nubifragio che ha reso impossibile il normale svolgimento all'aperto dei concerti, il Radar Festival per come era stato ideato è stato giocoforza interrotto, con l'annullamento di metà dei concerti in scaletta, e le sole esibizioni delle band internazionali (i riformati ZU, gli australiani The Drones, la cantante americana Joan As Police Woman e i berlinesi Lali Puna) sono state recuperate all'interno del circolo MAME, come potranno testimoniare tutti quelli che hanno assistito agli spettacoli.
Il Parco delle Mura era - proprio come vuole l'Assessore - deserto e, contro la nostra volontà, silente.
L'organizzazione ribadisce che nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì i volumi di immissione sonora sono rimasti sotto il limite di legge e che i concerti sono terminati tutti prima della mezzanotte.
A proposito del termine “gentaglia” usato dall'assessore per definirci in un altro passaggio dell'articolo, riteniamo, da cittadini e professionisti che seppur giovani operano ormai da anni nel settore, che avere un differente punto di vista sugli accadimenti della settimana scorsa non implichi la possibilità di offendere apertamente l'altra parte chiamata in causa, e che di una simile scelta l'Assessore ne risponderà.
Ne approfittiamo inoltre con questa nota stampa per ringraziare le migliaia di persone che da tutta Italia hanno manifestato, con ogni mezzo possibile, la loro vicinanza nei nostri confronti, evidentemente sensibili e partecipi alla delicata vicenda che ci vede, nostro malgrado, protagonisti."