Quando Harrison Ford lavorò come cameraman per i Doors. Ecco il video con Jim Morrison

13-07-2025

Prima di diventare l’icona hollywoodiana che tutti conosciamo, Harrison Ford ha fatto ogni tipo di lavoro. Tra i più curiosi c’è sicuramente quello di cameraman – o meglio, secondo cameraman – per i Doors. Una parentesi breve ma intensa della sua giovinezza, quando ancora non sapeva che il suo destino sarebbe stato davanti, e non dietro, la macchina da presa.
Era il 1968. Ford, allora giovane carpentiere in cerca di occasioni nel mondo del cinema, fu coinvolto quasi per caso in un progetto particolare: un film-concerto on the road che avrebbe seguito i Doors nei loro spostamenti, nelle esibizioni e nei momenti fuori dal palco. A offrirgli l'opportunità fu Paul Ferrara, amico conosciuto durante alcuni lavori di falegnameria e collaboratore della band, che gli propose di affiancarlo come cameraman nel documentario.
Guarda qui sotto il video di Harrison Ford con Jim Morrison.



Per prepararsi, Ford frequentò un breve corso di ripresa tenuto durante il Sixth Annual Renaissance Pleasure Faire di Agoura, in California. Insieme a lui, anche John Densmore e Robby Krieger dei Doors parteciparono alle lezioni, in un clima che doveva oscillare tra il goliardico e l’improvvisato.
Il risultato? Un viaggio surreale tra backstage, concerti e situazioni al limite del visionario. "Ho lavorato con i Doors per circa una settimana e mezzo", ha raccontato Ford anni dopo in un’intervista ripresa da Far Out Magazine. "Alla fine ero pronto a chiudermi in un monastero gesuita. Pensavo sarebbe stato fico, invece non riuscivo a reggere il ritmo. Era davvero troppo per me. E poi, diciamolo: ero il secondo cameraman e credo che nulla fosse a fuoco. Niente, davvero", ha scherzato con il consueto aplomb. Eppure, nonostante il tono ironico e l’autodefinizione da “dilettante”, molte delle riprese fatte da Ford finirono effettivamente nella pellicola.
Oggi, quel film rappresenta una testimonianza unica della controcultura degli anni Sessanta e di un’epoca in cui i destini delle rockstar e delle future star del cinema potevano incrociarsi per caso, in un backstage polveroso o dietro una cinepresa traballante. E sì, in Rete si può ancora vedere Jim Morrison ripreso da un giovanissimo Harrison Ford.

Per celebrare il sessantesimo anniversario dalla nascita dei Doors, è stata annunciata l'uscita di un cofanetto, un album live e un libro. Sui canali social della band è stata riassunta così la genesi del gruppo: "Nell'estate del 1965, Ray Manzarek ebbe un incontro casuale sulla spiaggia di Venice con un giovane poeta di nome Jim Morrison. Jim raccontò a Ray di aver vissuto sulla terrazza di un amico, dove aveva scritto delle canzoni. Nonostante non avesse mai pensato di diventare un cantante, Jim si mise seduto sulla sabbia e cantò quelle nuove canzoni a Ray, che rimase colpito: erano i migliori testi rock che avesse mai sentito. In quel momento decisero di formare una band e chiamarla Doors. Poco dopo, il chitarrista Robby Krieger e il batterista John Densmore si unirono al gruppo. Il resto, come si suol dire, è storia".

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