Klang, il brand curatoriale fondato nel 2018 e attivo nel campo della musica sperimentale e dell'arte d'avanguardia, presenta il primo appuntamento della rassegna "Misophonia" venerdì 14 marzo presso il Circolo dei Cerchi a Roma. La serata prevede due premiere italiane: quella di Kenji Araki (artista digitale con sede in Austria e radici in Giappone) e quella del sound designeer Alexander Comana aka Miedo Total. In chiusura il set ibrido e sperimentale del progetto Varchivie.
"La Misofonia (o sindrome da sensibilità selettiva ai suoni, rabbia sonora) è un disturbo di ridotta tolleranza a suoni specifici o ai loro stimoli e segnali associati. Questi segnali, noti come "trigger", sono vissuti come spiacevoli o angoscianti e tendono a evocare forti risposte negative a livello emotivo, fisiologico e comportamentale che non si riscontrano nella maggior parte delle altre persone. Le persone affette da Misofonia sono colpite emotivamente da suoni comuni, solitamente quelli prodotti da altri individui e solitamente quelli a cui le altre persone non prestano attenzione. Colpisce alcuni più di altri e può portare all'isolamento, poiché le persone che soffrono di questa condizione cercano di evitare i contesti sociali comuni in cui questi suoni trigger possano avere luogo".
Per estensione, nonché giocando di tropologia e antifrasi, 'KLANG: MISOPHONIA' si presenta come un incubatore volto a promuovere alcune delle più interessanti espressioni sonore di ricerca della scena musicale contemporanea, indagando una selezione di identità artistiche tra le più fresche e anticonvenzionali del panorama internazionale. Nello specifico, con un approccio quanto più possibile fresco ed attuale, l’obiettivo è quello di riflettere sulla natura intrinseca della percezione acustica e sul suo potere di suscitare reazioni potenti tanto a livello razionale quanto irrazionale ed emotivo. Il concetto astratto e sfuggente di "rumore" è da sempre, infatti, una delle maggiori ispirazioni del nostro sguardo sul panorama musicale: cos'è in realtà il suono? Cos'è il rumore? Dov'è il confine tra loro? Esiste davvero un confine? E come sono correlate queste domande alla nostra capacità espressiva e al nostro modo di veicolare messaggi e paesaggi emotivi? Esiste una relazione diretta e universale tra un determinato suono/rumore e la nostra risposta emotiva, o si tratta esclusivamente di una percezione soggettiva?
Seguendo il filo conduttore del “rumore” come impulso espressivo in bilico tra corruzione e catarsi, tra figurazione onomatopeica e trasfigurazione allegorica, tra elaborazione di sensazioni primordiali e potenzialità descrittive di scenari destabilizzanti, KLANG:MISOPHONIA si pone l’intento di tratteggiare un profilo polimorfico del suo inafferrabile significato, tanto estetico quanto concettuale.
Scrutando attraverso scorci prospettici spesso lontanissimi fra loro per contenuti, geografia, anagrafica, approccio stilistico, contesto culturale, caratteristiche performative, influenze concettuali e tecniche compositive, il tentativo è quello di individuare e cogliere le sfumature comuni. Quegli elementi e quelle soluzioni in grado di viaggiare così precariamente sul confine della definizione di “musica”, ma al contempo capaci di risultare così incredibilmente potenti ed evocativi nelle nuances sonore degli artisti meno inclini al compromesso.