Mathangi "Maya" Arulpragasam, in arte
M.I.A., non è nuova a prese di posizione polemiche, che hanno finito con l'alienarle molte simpatie nel campo del music business. Ma l'ultima polemica suona davvero inattesa e piuttosto surreale.
Fatto sta che la
cover story dedicata da Vogue a
Rosalía ha scatenato la reazione di
M.I.A., che sui social ha accusato la collega spagnola di aver costruito un’estetica e una narrazione spirituale ricalcando il suo percorso personale e artistico.
L’autrice di "Arular", da tempo convertita al cristianesimo e sempre più esplicita nel coniugare musica, militanza e predicazione, sostiene di essere stata marginalizzata dall’industria proprio per le sue posizioni religiose. In una serie di tweet, M.I.A. afferma che Rosalía starebbe monetizzando temi spirituali grazie all’appoggio del "sistema", mentre lei sarebbe stata "cancellata" in quanto cristiana e, aggiunge, non bianca.
"Creare falsi profeti per profitto", scrive, taggando Vogue. "C’è chi questa vita la vive sul serio. Non sto dicendo che Rosalía mi stia rubando Dio, ma sono stata cancellata in quanto cristiana, eppure lei imita la mia vita e sta facendo soldi con l’industria e la Chiesa cattolica e ha l’intero sistema che la aiuta a rubare il mio lavoro. Mi oppongo a Satana e alla sua squadra di imitatori. Nel nome di Gesù".
Al messaggio sono abbinate tre immagini: due tratte da un precedente servizio fotografico di M.I.A., una dal recente shooting di Rosalía per Vogue, presentate come prova di una somiglianza concettuale e visiva. In un altro intervento, l’artista suggerisce che alcune sue foto sarebbero state prelevate dal telefono e utilizzate come riferimento creativo.
M.I.A. contrappone la propria condizione di artista indipendente, che finanzia i progetti attraverso Ohmni Music e Ohmni Clothing, a quella di una collega sostenuta da una struttura industriale multimilionaria. Pur dichiarandosi "felice che Rosalía stia portando Cristo alla sinistra e all’Occidente", individua il problema nell’appropriazione dell’estetica: "Quando il team che si occupa dell’estetica ruba il mio lavoro, non è una cosa cristiana. Posso perdonare, ma so che il mio lavoro è la verità perché l’ho vissuto. È costato sacrificio e disciplina".
Nel passaggio più polemico, M.I.A. ricorre a una metafora evangelica: se il Vangelo di Marco fosse stato firmato da un imperatore o da un vicino "più giovane o più bianco", e conosciuto come "il Vangelo secondo Disney o Kevin", sarebbe ancora la Verità?
La polemica si intreccia con accuse di
shadow ban e censura. "Sono stufa che continuino a cancellarmi e a impedirmi di portarvi il messaggio", scrive l'artista britannica con origini dello Sri Lanka. "Combatto per ciò che è mio e per tutto ciò che è divino". In chiusura annuncia anche un cambio di strategia: l’uscita del nuovo LP verrà anticipata di quattro mesi rispetto ai piani iniziali.
Al momento Rosalía non ha replicato pubblicamente alle accuse della collega.