Morto Country Joe McDonald, icona del rock psichedelico e della protesta contro la guerra in Vietnam

08-03-2026
È morto a 84 anni il cantautore statunitense Country Joe McDonald, figura emblematica della controcultura degli anni Sessanta e tra le voci più riconoscibili della protesta musicale contro la guerra del Vietnam. Leader del gruppo di rock psichedelico Country Joe And The Fish, l’artista è scomparso sabato 7 marzo a Berkeley, in California, per complicazioni legate al morbo di Parkinson. La notizia è stata confermata dalla moglie Kathy e dalla famiglia in un comunicato diffuso ai media.

Nato come Joseph Allen McDonald il 1º gennaio 1942 a Washington, crebbe a El Monte, in California. I genitori, entrambi militanti del Partito comunista americano, gli diedero il nome Joseph in omaggio a Joseph Stalin. A diciassette anni si arruolò nella Marina degli Stati Uniti e trascorse tre anni di servizio in Giappone.
Dopo il congedo frequentò per un breve periodo il Los Angeles City College, iniziando nel frattempo a esibirsi come musicista di strada lungo Telegraph Avenue, a Berkeley. Fu lì che entrò in contatto con la vivace scena folk e di protesta della Bay Area, ambiente che avrebbe contribuito a definire la sua identità artistica e il suo impegno politico.

Nel 1965 fondò con il chitarrista Barry "The Fish" Melton i Country Joe and the Fish, tra le formazioni che inaugurarono la stagione del rock psichedelico californiano. Il gruppo comprendeva anche il tastierista e chitarrista David Cohen, il batterista Gary "Chicken" Hirsh e il bassista Bruce Barthol. In breve tempo la band divenne una presenza centrale nella scena musicale di San Francisco, esibendosi in luoghi simbolo come l’Avalon Ballroom e il Fillmore e partecipando ad appuntamenti chiave della controcultura degli anni Sessanta, tra cui il Monterey Pop Festival.

Il momento più noto della carriera di McDonald arrivò nel 1969 al Festival di Woodstock. Davanti a una folla di circa 400.000 persone salì sul palco da solo con una chitarra acustica e guidò il pubblico nel "Fish Cheer", un botta e risposta provocatorio che portava la platea a scandire la parola "fuck". Subito dopo eseguì "I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag", una satira antimilitarista sulla guerra del Vietnam il cui ritornello, "One, two, three, what are we fighting for?", divenne uno degli slogan più riconoscibili della generazione di Woodstock. Scritta in pochi minuti, la canzone si diffuse rapidamente tra i giovani contestatori e tra gli stessi soldati americani impegnati nel conflitto. Il linguaggio esplicito e il contenuto polemico provocarono anche reazioni censorie: al gruppo venne annullata un’apparizione all’"Ed Sullivan Show" e McDonald fu multato in Massachusetts per aver pronunciato pubblicamente la parola "fuck".