La canzone, che apre "The Firstborn Is Dead" del 1985, è da sempre considerata una delle vette creative di Cave. Un pezzo che mescola sacro e profano, mitologia americana e spiritualità nera, costruito attorno alla figura di Elvis Presley e alla sua città natale nel Mississippi. Non a caso, proprio "Tupelo" è stata scelta dal regista Andrew Dominik, collaboratore storico di Cave, per dimostrare le potenzialità creative dell'IA.
Il racconto che Cave fa dell'esperienza è illuminante. Inizialmente scettico ("Gesù, sospendi i tuoi fottuti pregiudizi e dai un'occhiata!" gli ha dovuto dire Dominik), si è trovato di fronte a quello che lui stesso definisce "un'interpretazione straordinariamente profonda della canzone". Il video animato con l'IA ha trasformato le fotografie di Elvis in qualcosa di inquietante e insieme sublime, "come se fosse stato resuscitato", creando un cortocircuito temporale perfetto per una canzone che già di per sé giocava con i miti della cultura americana.
Quello che colpisce di più nel racconto di Cave è la descrizione delle immagini finali di crocifissione-resurrezione, definite "scioccanti e profondamente toccanti". È qui che l'intelligenza artificiale sembra aver colto l'essenza più profonda di "Tupelo": quella dimensione mitico-religiosa che ha sempre caratterizzato il rapporto di Cave con le icone del rock, Elvis in primis.
La trasformazione è completa quando Cave ammette che "la mia visione dell'intelligenza artificiale come strumento artistico si è attenuata". Una rivoluzione copernicana per un artista che aveva sempre guardato con sospetto alle nuove tecnologie applicate alla creatività. Ma forse è proprio questo il punto: l'arte ha sempre saputo metabolizzare e trasformare gli strumenti del suo tempo, dalla chitarra elettrica ai sintetizzatori, fino all'IA.
"È uno strumento, come tutti gli altri", conclude Dominik nel racconto di Cave. E forse è proprio questa la lezione più rock di tutta la vicenda: non è la tecnologia a fare l'arte, ma l'uso che se ne fa. Anche quando si tratta di resuscitare digitalmente il Re del rock'n'roll.