Paul Kalkbrenner torna dopo 7 anni con “The Essence” e un omaggio ai Depeche Mode

14-10-2025

A sette anni di distanza da "Parts of Life", Paul Kalkbrenner rompe il silenzio con "THE ESSENCE", un lavoro che segna un ritorno alle origini e che l'artista tedesco non esita a definire come il migliore della sua carriera. Un album nato quasi per caso, lontano dalla logica industriale della produzione discografica.

"Molte delle canzoni sono state scritte in un momento in cui non avevo in programma la pubblicazione di un album", confessa Kalkbrenner. "In realtà avevo smesso di produrre album, ma poi ho capito quanto fosse bello creare qualcosa capace di dare un senso di unità". Un'unità che non nasce da un concept predefinito, ma da un atteggiamento, da una coerenza emotiva che attraversa tutte le tracce.

Gran parte del lavoro è stato realizzato in un appartamento berlinese che potrebbe essere considerato il vero coautore invisibile del disco. Niente luci al neon, schermi o sovraccarico tecnologico: solo design modernista mid-century, lusso seventies, lampadine al tungsteno, televisori d'epoca e piante tropicali in un mix di pietra, legno e pelliccia. Più un laboratorio analogico che uno studio di produzione contemporaneo.

"Sono rimasto seduto lì per ore, armeggiando, senza un piano preciso ma con un'emozione", racconta. L'atmosfera dello spazio si è intrecciata nei brani in modo quasi tangibile: calda, stratificata, idiosincratica. Melodie estratte da vecchie bozze mai pubblicate, suoni che oggi l'artista non riuscirebbe a ricreare. "Alcune delle cose qui presenti sono totalmente prive di filtri. Ma è proprio questo che le rende forti".

Tra i momenti più significativi dell'album spicca "QUE CE SOIT CLAIR", collaborazione con Stromae che affonda le radici nel 2009, quando Kalkbrenner aveva remixato "Te Quiero". Oggi si ritrovano da pari, vecchi amici mai persi di vista, per un brano diretto e universale sull'amore senza confini né categorie.

Il singolo "NINETY-TWO", uscito a luglio, evoca atmosfere nostalgiche, mentre "DREAMING ON" rende omaggio ai Depeche Mode con un sound eighties costruito su linea di basso e loop ipnotici. "DER SCHLÖRHEINZ" irrompe invece con energia indomabile e cruda, "CRONITIS BOY" vibra su ritmi caldi e delicati tocchi d'archi.

Il titolo potrebbe suggerire sottrazione, ma Kalkbrenner chiarisce: "Parla di ciò che è essenziale". E aggiunge senza mezzi termini: "Questo è un album che sostengo pienamente, lo considero il mio migliore. Ci saranno forse successi più noti negli altri album, ma ci sono sempre anche due o tre tracce di riempimento. Questo non ha riempitivi. Nemmeno uno".

"THE ESSENCE" è un album di precisione musicale e autenticità totale, dove ogni traccia rivela una sfaccettatura diversa pur mantenendo un filo conduttore comune: la ricerca di chiarezza, profondità e completezza. Un lavoro che si prende il tempo necessario e che non scende a compromessi.

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