Roger Waters, fondatore dei Pink Floyd e da anni in prima linea nel sostegno al popolo palestinese, ha inviato un videomessaggio alla Global Sumud Flotilla, sottolineando l’importanza della “bussola morale” che guida la missione. "Il grande vantaggio che voi della Flotilla avete rispetto all'IDF e all'intero stato di Israele, ed è un vantaggio enorme soprattutto perché in questo momento vi trovate in alto mare, è che avete una bussola morale", ha detto Waters all’ANSA. "La state seguendo e vi sta guidando nella giusta direzione, per fare qualcosa di buono. Siete un esempio per tutti noi, seguendo quella bussola morale attraverso il mar Mediterraneo fino a raggiungere le coste di Gaza. Io sto seguendo la stessa bussola e avete miliardi di persone in tutto il mondo che pensano che quello che state facendo sia davvero grandioso. Stiamo tutti seguendo quella bussola morale insieme a voi".
Il musicista inglese ha aggiunto un monito: "Dobbiamo invertire la rotta della nave dello Stato perché sta navigando verso gli scogli. Non è solo lo Stato di re Trump o quello di Keir Starmer, è il nostro Stato che stanno spingendo verso gli scogli. Non credono nell'amore e nella verità. Noi sì".
Riguardo alla missione della Flotilla, Waters ha osservato che "è molto improbabile che una qualsiasi delle imbarcazioni riesca a consegnare latte per neonati, cibo e medicine a Gaza, perché gli israeliani probabilmente le intercetteranno tutte in acque internazionali. Potrebbero o non potrebbero uccidere qualcuno, probabilmente arresteranno tutti".
L'ex-bassista dei Pink Floyd ha descritto il contesto come "tragico, ma anche un’opportunità per la gente comune di tutto il mondo di prendere posizione contro queste manifestazioni di avidità fasciste, naziste, imperialiste, disumane, degradanti e disgustose". Ha continuato: "Sono in grado di immaginare di essere in una piccola barca là fuori, nel Mar Mediterraneo, ora? In un certo senso vorrei essere accanto alle altre imbarcazioni di quella Flotilla. Cosa succederà? Non c'è modo di saperlo". Sul conflitto in Medio Oriente, il giudizio di Waters è netto: "Rimango sbalordito ogni giorno dal fatto che non abbiamo fermato questo genocidio dall'esterno, che i nostri governi non l'abbiano fatto. È interessante che ci sia voluto così tanto tempo prima che la gente pensasse anche solo a porvi fine. Ovviamente le ragioni sono molto complesse".