Cinque anni dopo "The Slow Rush", Kevin Parker riemerge dall’onda lunga del suo universo sonoro con "Deadbeat", un album che segna una nuova tappa nel viaggio dei Tame Impala tra psichedelia e introspezione. A suggellare il ritorno, la scelta quasi simbolica di un set acustico per il Tiny Desk Concert di NPR: niente synth ipnotici, nessuna cascata di riverberi, ma una forma più nuda, quasi confessionale, dove la voce e le armonie tornano al centro.
Accanto ai compagni di sempre, Cameron Avery al basso, Jay Watson e Dominic Simper alle chitarre, Julian Barbagallo a batteria e percussioni, Parker rilegge se stesso con una grazia nuova. “Borderline”, brano di The Slow Rush, apre il set come un ponte tra passato e presente, sospeso tra groove vellutato e malinconia sospesa.
Seguono “Loser” e “Dracula”, due singoli che mostrano la direzione del nuovo album: meno cosmica, più terrena, quasi una meditazione sull’inevitabile passare del tempo, ma ancora capace di muoversi tra luce e ombra con quella consueta, quasi ossessiva, perfezione timbrica.
La chiusura è affidata a “New Person, Same Old Mistakes” da Currents, qui spogliata dei suoi veli elettronici per lasciare emergere la voce fragile e stanca di Parker, come se confessasse che, dietro ogni rivoluzione sonora, si nasconde sempre la stessa inquietudine.