Il "gothfather" 66enne Robert Smith ha appena stregato la Gen Z a Glastonbury insieme a Olivia Rodrigo, con una sorprendente performance. Il magazine GQ ne ha approfittato per ripercorrere la stoa dei suoi Cure, selezionando quelli che ritiene i dieci migliori album pubblicati dalla band inglese. "In una carriera che ormai attraversa sei decenni, Robert Smith e la sua cangiante congrega di neopunk hanno sviluppato un suono che abbraccia tutto: dalla cupezza gothic all’euforia del power pop anni 80 fino alla malinconia che oggi è il loro marchio di fabbrica... Dai territori ostici di 'Pornography' al successo planetario di 'Disintegration' - sottolinea Killian Faith-Kelly nell'introduzione - hanno dato un contributo totalmente privo di compromessi al canone del rock tardo-novecentesco. E, come dimostrano l’uscita di un nuovo album di remix dei brani contenuti nell'acclamato album del ritorno dell’anno scorso 'Songs Of A Lost World' e l’apparizione di Robert Smith a Glastonbury accanto all’icona alt Gen Z Olivia Rodrigo, non hanno affatto finito di sorprendere.
I Cure hanno pubblicato ben 14 album in studio. Ecco i 10 migliori secondo la classifica di GQ (qui il servizio completo). Su OndaRock è presente anche una puntata di OndaTop dedicata alle canzoni migliori dei Cure.
10. "Bloodflowers" (2000)
9. "Faith" (1981)
8. "Wish" (1992)
7. "Three Imaginary Boys" (1979)
6. "Seventeen Seconds" (1980)
5. "Songs Of A Lost World" (2024)
4. "Pornography" (1982)
3. "Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me" (1987)
2. "The Head on the Door" (1985)
1. "Disintegration" (1989)
Analoga operazione aveva compiuto alcuni mesi fa anche la rivista NME, in occasione dell'attesissimo ritorno dei Cure con "Songs Of A Lost World", facendo una classifica dei loro 14 album dal peggiore al migliore. "Evviva! I Cure sono tornati - scrive il magazine britannico nell'introduzione - In realtà non se ne sono mai veramente andati, hanno continuato a portare in tour i loro spettacoli gotici e spettacolari con costanza, nonostante non abbiano pubblicato un album dal 2008 con '4:13 Dream' fino a... ora. Finalmente è arrivato 'Songs Of A Lost World'. È comprensibile che i Cure vengano etichettati come cupi e oscuri - ricorda ancora NME - ma nella loro musica c’è tanta luce, vita e gioia, passando dalle vette più luminose del pop fino ai recessi più oscuri".
Ecco quindi i 14 album dei Cure classificati dal peggiore al migliore secondo NME. Qui invece la classifica dei lettori di OndaRock, realizzata prima dell'uscita di "Songs Of A Lost World" e che condivide con NME il n.1 ("Disintegration"). Per chi scrive, invece, il podio è la storica trilogia dark in quest'ordine: "Pornography", "Faith", "Seventeen Seconds", e a seguire "Kiss Me Kiss Me Kiss Me").
14. “Wild Mood Swings” (1996)
13. “The Cure” (2004)
12. “4:13 Dream” (2008)
11. “The Top” (1984)
10. “Bloodflowers” (2000)
9. “Wish” (1992)
8. “Seventeen Seconds” (1980)
7. “Three Imaginary Boys” (1979)
6. “Faith” (1981)
5. “Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me” (1987)
4. “Songs Of A Lost World” (2024)
3. “The Head On The Door” (1985)
2. “Pornography” (1982)
1. “Disintegration” (1989)
A proposito dei Cure, è stato pubblicato di recente “Mixes Of A Lost World”, nuova raccolta di remix firmata, ideata e curata da Robert Smith. Il progetto rielabora le tracce di “Songs Of A Lost World”, l’album che nel 2024 ha riportato la band inglese in vetta alle classifiche internazionali, conquistando il primo posto in quindici paesi.
La compilation include remix inediti realizzati da Four Tet, Paul Oakenfold, Orbital, Mura Masa e altri ancora. L’edizione
deluxe offre inoltre reinterpretazioni esclusive firmate da Chino Moreno (Deftones), Mogwai, 65daysofstatic e altri artisti di culto.
Tutti i diritti d’autore saranno devoluti a War Child Uk, associazione umanitaria impegnata nella protezione dei bambini colpiti dai conflitti armati.
Con oltre 30 milioni di dischi venduti nel mondo, quattro apparizioni da headliner a Glastonbury e l’ingresso nella Rock And Roll Hall of Fame nel 2019, i Cure restano una delle formazioni più influenti del panorama musicale britannico. “Songs Of A Lost World”, primo album in studio dopo 16 anni, ha segnato un trionfale ritorno.
L’
artwork di “Mixes Of A Lost World” è stato nuovamente curato da Andy Vella, collaboratore di lunga data della band, e presenta una rielaborazione grafica basata su “Bagatelle”, scultura del 1975 dell’artista sloveno Janez Pirnat — già apparsa sulla copertina di “Songs Of A Lost World”.