In vista di "Vasco live 2026", al via il 30 maggio con la data zero di Rimini,
Vasco Rossi continua a mantenere il riserbo sulla scaletta, ma offre qualche indicazione sul metodo con cui costruisce i suoi concerti. Lo fa direttamente sui social, dove negli ultimi giorni ha condiviso una riflessione sul ruolo delle canzoni di apertura e chiusura.
Ogni tour parte da un equilibrio tra continuità e rotazione: una base di brani “fissi”, una decina circa, e un blocco più variabile che cambia di anno in anno. L’idea, spiega, è quella di dare spazio nel tempo a tutto il repertorio, senza rinunciare ai capisaldi. Il punto di partenza, però, resta sempre la scelta dei due momenti chiave: l’inizio e la chiusura dello show (prima dei bis). Sono decisioni che non rispondono solo a logiche tecniche, ma anche a una componente più istintiva, legata allo stato d’animo del momento e alla percezione del contesto. Una combinazione di progettazione e intuito che orienta poi l’intera scaletta.
La struttura sarà divisa in più momenti ben riconoscibili: una prima parte fortemente concentrata sugli
anni Ottanta, ricca di rarità e brani poco frequentati dal vivo, e una seconda sezione più compatta e potente, pensata come chiusura “definitiva” e coerente con il presente.
Subito dopo la definizione della setlist, il lavoro passerà nelle mani di Vince Pastano, che invierà ai musicisti i nuovi arrangiamenti da studiare in vista delle prove. Anche per il 2026, il quartier generale del Blasco dovrebbe essere allestito al Chromie di Castellaneta, in Puglia, luogo ormai simbolico delle fasi preparatorie dei suoi tour. Le prove sono previste nella seconda metà di aprile.
Intanto, come sempre accade quando Vasco anticipa novità senza svelare dettagli, sui social è partito il consueto toto-titoli. I fan sperano nel ritorno di brani come "Alibi", "La nostra relazione" o "Vivere senza te", canzoni assenti dalle scalette da diversi anni. Un indizio, però, è arrivato direttamente dal cantante: nel Live 2026 dovrebbe trovare spazio "Bolle di sapone", estratta da "Cosa succede in città", album del 1985 recentemente ripubblicato in edizione celebrativa.
Negli ultimi anni l'impostazione delle scalette ad opera di Vasco Rossi si è tradotta in scelte piuttosto riconoscibili. Nel 2023 il filo conduttore era il rapporto con l’universo femminile, e l’apertura con "Dillo alla luna" ne sintetizzava il senso. Nel 2024 il focus si è spostato su temi sociali, con un avvio affidato a "'Blasco' Rossi" e "Asilo Republic". Nel 2025, invece, il concept ruotava attorno all’idea di vita, e la scelta di "
Vita spericolata" in apertura ha rappresentato una deviazione significativa rispetto alla tradizione, che la vedeva collocata nel finale insieme a "Siamo solo noi" e "Albachiara".
Per il 2026 non ci sono ancora conferme sui titoli, ma Vasco ha anticipato che il brano conclusivo sarà “perfetto per i tempi che corrono”. Sul resto, per ora, resta la linea abituale: nessuno spoiler, solo un lavoro di costruzione che procede tra metodo e sensibilità.