Questo non perché gli affari andassero male, ma per principio etico e morale. La Sarah fu l’etichetta che più rappresentò il movimento indiepop dei tardi 80s, quella che meglio ne incarnò lo spirito e ne promosse il suono. Se oggi l’intero catalogo è così influente dall’aver marchiato a fuoco il destino dell’indiepop tutto è perché ha saputo mantenersi (salvo pochissime eccezioni) sovieticamente fedele alla linea, trasformandosi oggi in vero e proprio movimento di culto i cui singoli vengono venduti (è questo il caso dei Sea Urchins) a più di centinaia di euro. E tra The Field Mice, The Orchids, Another Sunny Day, Blueboy, The Sugargliders, East River Pipe, Wake, Heavenly (e moltissimi altri) dopo 25 anni ricordiamo ancora la freschezza con cui quel primo singolo aprì le danze, tenendo comunque fede al messaggio: ”the first act of revolution is destruction, and the first thing to destroy is the past’‘.