Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo

L'Irréparable

2004 (Santeria) | post-rock

Sopore e dissociazione emotiva. Non fa male. Lobotomia chimica. L'importante è non focalizzare, piuttosto galleggiare. L' importante è non ascoltare, solo sentire. La musica come pura evanescenza emotiva, ombra estetica riverberante, non già stasi e ciclicità ancestrale, non stato di lucida trance sepolta in noi dai primordi della coscienza.
Solo reiterazione su figure elementari, che poste in primo piano eliminando il contrasto con lo sfondo si ingigantiscono fino a divenire unità sensoriali omnicomprensive. Non hanno inventato nulla, è il segreto delle canzoncine e nenie per fare stare buoni i bambini. Il segreto delle mamme e delle nonne elevato a codice di elaborazione artistica. Il punto focale non è portare a stati alterati o a espansioni della coscienza del sé, ma a sospensione della ragione critica, all'anestesia inconsapevole del gusto e del giudizio. Il sonno della ragione. A volte produce mostri, in questo caso, più prosaicamente, solo il nuovo disco dei Gatto Ciliegia. I quali, diciamolo, fanno solo il loro sporco lavoro e lo fanno pure meglio di tanti altri. Perché un minimo di talento ci vuole nel suonare niente di particolare, nel suonarlo in maniera assolutamente incolore e ciononostante fare un disco a suo modo riuscito.

La musica di questo disco è quasi tutta assolutamente scialba, inconcludente, inconsistente, trascurabilissima, anaffettiva, quasi tutta basata su una espressività chitarristica di un monomorfismo stupefacente. Però paradossalmente ciò non importa perché non chiede di essere giudicata, solo sentita, non chiede analisi, ma sintesi, entra in noi dalla porta di servizio della sensazione, non dai cancelli della ragione. Come quando ci incantavamo davanti al monoscopio o al televisore spento, non c'erano programmi da vedere o ascoltare, solo uno sfondo dove proiettarci, e per un tempo limitato il nostro mondo implodeva in uno schermo vuoto.

Non vi stupisca il voto finale, siamo di carne e ossa come diceva Julio Iglesias e abbiamo le nostre debolezze e a volte ci piace guardare lo schermo vuoto, magari accarezzando un gatto sornione, e poi ascoltare stanca, giudicare ancora di più. Non possiamo comunque esimerci dal descrivere, per quello che possiamo.

Ritmica sintetica per l'iniziale " Fly Falling In Love", solita chitarra pigra su linee elementari accompagnata da altrettanto elementare synth, handclapping di complemento. Mi ricorda vagamente alcune cosucce dell'Olfield periodo “QE2”; "Elvis A Pezzi" (sempre carini i titoli) è un cazzeggio di 1', "Estasi Di Un Delitto" solita spirale chitarristica con prove di cantabilità in parte rovinate dalla ritmica programmata, il quarto brano, "Una Calibro 9 Per Toni Rodriguez", è il migliore, decisamente cinematico, la chitarra cambia registro, c'è una vaga aria frippiana, o meglio dei suoi imitatori (mi sovvengono i francesi Philarmonie) con astratto finale percussivo. "Un Anno D'Amore" è una cover di un pezzo di Mina, uno dei due brani cantati. Se siete in vena di retro-lounge allora comprate Amalia Grè che fate un affare. "La Gang Del Pensiero" gode di un buon interplay tra elettrica e acustica, che finalmente va in primo piano, specie nel finale.

Solito 1' di cazzeggio con "I Seguaci Di Gloria Garcia" e si riprende con "Dopolavoro Dancing", solito tricche tracche chitarristico, e con "Cactus In The Eye", brano migliore dopo "Una Calibro..." per via di una più ricercata polifonia. Ci avviamo al fondo con la title track, secondo brano cantato. Più recitato che cantato. In tutti casi, male. Stile un po’ Tuxedomoon, comunque. In "Autour De Notre (Chat)" ci si mettono in 5 a suonare 11 strumenti, ma si stenta a capirne il motivo nel solito chitarrismo da Prozac. Chiude "C'era Una Volta Il Post" (vi dicevo dei titoli carini...) piccolo aforisma alla chitarra acustica.

Difficile dire che questo disco è brutto. Sarebbe come dire che l'acqua è cattiva. Per fare un disco brutto bisognerebbe rischiare di farne uno bello e fallire. Questo disco è una scatola vuota, una bolla di sapone che solo la riverenza di un gusto anestetizzato tiene in volo. Possiamo giocare con le bolle di sapone, e anche divertirci, però non scambiamole per dirigibili e dopo proviamo ad avere sufficiente rispetto di noi stessi per passare al meccano

(13/12/2006)

  • Tracklist
  1. Fly falling in love
  2. Elvis a pezzi
  3. Estasi di un delitto
  4. Una calibro 9 per Toni Rodriguez
  5. Un anno d’amore
  6. La gang del pensiero
  7. I seguaci di Gloria Garcia
  8. Dopolavoro dancing
  9. Cactus in the eye
  10. L’irréparable
  11. Autour de notre (chat)
  12. C’era una volta il post
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