Pensavate che gli anni 80 con il loro carico di lustrini, colori
e tonnellate di
kitsch fossero finiti? Pensavate veramente che tutta
quella musica danzereccia figlia della disco e madre della house fosse finita
per sempre nel dimenticatoio? Preparatevi a rinverdire i fasti di quel periodo
ascoltando il disco di Scuola Furano, che riporta all'attualità un periodo dai
più dimenticato (ma non dal duo goriziano che sembra aver fatto della nostalgia
per quegli anni una vera e propria bandiera), fondendolo con la lezione dei
grandi maestri della musica house contemporanea di matrice francese (
Daft Punk su tutti) in un
groove
inconfondibile e molto personale.
Borut Viola e Marco Busolini sono due
sicure promesse nel panorama elettronico italiano, sempre troppo fossilizzato in
determinati
cliché e tendenzialmente restio alle influenze musicali
straniere. Ora che, mentre leggevate questo breve
incipit, vi siete messi
i vestiti più colorati e terribilmente
80s del vostro guardaroba, siete
pronti per iniziare il viaggio nel passato (o nel futuro della nostra musica
dance) schiacciano il tasto play del vostro stereo. Inizia il disco con il
gioiellino "C'mon Girls" , un
groove accattivante infarcito di campioni
vocali e di linee ritmiche incisive e fresche che sono un ottimo esempio dello
stile personalissimo del duo, capace di miscelare le sonorità più "old-school"
con quelle più elettroniche e minimali di estrazione contemporanea; "#iz4",
invece, è un vero e proprio tuffo nel passato: un campione stupendamente funky e
la voce di Busolini, mutuata dalla tradizione delle prime produzioni rap, si
fondono in un pezzo che sa essere potente e veloce e nello stesso tempo,
coinvolgendo in un
groove d'altri tempi.
"Golden Gate", terza
traccia del disco, è invece il pezzo forse più moderno e "cattivo" del lotto: si
mischiano linea di basso e campioni puramente anni Ottanta con un ritmo veloce e
potente coadiuvato da sample elettronici che sembrano mutuati dalla tradizione
kraut di matrice
Kraftwerk.
Siamo già quasi a metà del disco e arriva forse la canzone più gettonata dagli
ascoltatori di Scuola Furano, "Chocolate Glazed": una linea ritmica dettata da
uno stupendo campione di basso si mescola alla voce scanzonata di Marco Busolini
in una miscela esplosiva pronta a far muovere tutti i sederi, anche quelli più
restii alla danza. "Milky Way", invece , nel solco di quella tradizione di
scuola Daft Punk che vuole in ogni disco un pezzo più "rilassato" , è un brano
lento in cui i campioni
80s si mescolano con sonorità più elettroniche e
oniriche che sembrano rievocare gli
Air,
specialmente nel volgere del brano.
Ora che avete ballato il vostro
lento magari con una pulzella accalappiata in mezzo al
dancefloor, potete
tornare a scatenarvi sui ritmi del secondo ordigno musicale che Scuola Furano ci
propone in questo disco: "Sam", ritmo, campioni e voce si amalgamano in un pezzo
scanzonato, dal piglio leggero e allo stesso tempo incisivo, che grazie al
sapiente lavoro del duo di casa Riotmaker si rivela forse la traccia più
riuscita della raccolta. Dopo "Sam", ecco "Watch My Watch", in cui una base
elettronicissima fa da tappeto all'uso massiccio del vocoder che riporta
l'ascoltatore ad atmosfere a metà fra il kraut-rock e l'ultimo disco dei Daft
Punk.
Manca ormai poco al termine del disco e siamo già distrutti dal
ballo sfrenato quando arriva "Mr.Goldigga", in cui Busolini dà la miglior prova
di sé come cantante su un
groove accattivante, che combina una base
tipicamente
old-school e una ritmica elettronica di percussioni. La
conclusione del disco, invece di proiettarci nel futuro, sembra riportarci
ancora più indietro, nel mondo dorato della
disco e del Disco54, il tutto
filtrato attraverso lo stile di Scuola Furano e coadiuvato da un campione vocale
femminile dilatato che si unisce perfettamente al suono della base in crescendo.
Un duo promettente e con ampi margini di miglioramento, dunque, che con
questo lavoro dà il via a una storia che si spera sia la più gloriosa possibile.