Solex

The Laughing Stock Of Indie Rock

2004 (Discmeister / Wide) | alt-pop

Solex è lo pseudonimo dietro al quale si cela il nome di Elisabeth Esselink, aggraziata titolare di un negozio di dischi di Amsterdam. Divenuta in breve tempo, e a buon titolo, un nome "doc" del panorama pop indipendente mondiale, Solex è una musicista abituata a comporre musica da prospettive inusuali, con una trasversalità senza preclusioni e con attitudini da moderna alchimista pop, cui solo circostanze accidentali han sinora negato una meritata popolarità (essere olandese gioverà?). Elisabeth Esselink è, insomma, una stretta parente del Beck di "Midnite Vultures", da cui mutua la capacità di plasmare un pop libero da schemi, e degli Stereolab, a cui deve le trame scanzonate come affreschi di modernariato elettronico, proposti a mo' di deja vu (in chiave sintetica) di una certa sixties lounge.

L'inclinazione del disco porta l'inconfondibile marchio che ha contraddistinto i lavori di Solex sin dai suoi inizi, andando in qualche modo a consolidare le pulsioni trip-hop degli esordi all'interno di componimenti come di consueto frutto di una sapiente opera di "cut&paste", tecnica della cui padronanza l'olandesina ha da sempre pochi rivali.
Chi conosce il percorso artistico della Esselink non rileverà d'acchito sostanziali novità rispetto alla precedente fatica, "Low Kick And Hard Bop" (2001), e questa potrebbe essere, sulle prime, la nota dolente del nuovo album, ma una precisa riconoscibilità e una decisa sterzata verso la forma-canzone le consentono ancora di distinguersi in mezzo alla selva di proposte analoghe che saturano il sottobosco del pop indipendente.

E' facile trovare buoni motivi per farsi amabilmente accompagnare lungo il sentiero delle dodici tracce di "The Laughing Stock Of Indie Rock", così foriere di saliscendi ritmici, di stupiti trasalimenti e divertenti ritornelli appena abbozzati, tenuti insieme da una vena ironica che all'ultima Bjork, ormai ubriacata dagli effluvi di una critica arrendevole, pare ormai sconosciuta. Verrebbe da suggerire di iniziare dalla fine, dalle morbide svisate di chitarra esotica che impreziosiscono "You've Got Me", che se non fosse per una divagazione elettrica a tinte bluesy , rimanderebbe in toto al Brian Eno di "Here Come The Warm Jets", a quelle minisuite pop di cui già si intravedeva l'attitudine ambient, insomma: a ben pensarci, è forse questo il brano migliore.
Il basso rotondo di "My B Sides Rock Your World" vaga dalle parti del trip-hop d'annata, proprio quello dei Portishead, e forse per questo finisce col risultare la traccia più prevedibile del lotto assieme a "The Show Master" che non a caso si muove sulle medesime coordinate. Il siparietto strumentale di "Fold Your Hands Child, You Walk Like An Egyptian" (un titolo, un programma) parecchio molestato dal ronzio di un insetto, è il tributo di Solex al blues-rock impolverato, però sfottuto a tal punto da riuscire a strappare persino una risata.

In "The Boxer" a farla da padrona è il pop sbilenco e colto di matrice nipponica, à-la Cornelius per capirci, mentre "Honkey Donkey", con la vocina di Elisabeth che duetta con un figuro che sembra preso in prestito dagli Yello, è una preclara deformazione di alcuni cliché propri del rock and roll: "falso" attacco garage, subito sublimato da accattivanti stop and go che finiscono con lo sconfinare nel danzereccio; il giochino a contrasti viene peraltro ripetuto anche in "You're Ugly": anche qui è presente la stessa voce maschile di tal Stuart Brown che l'eccentrica Esselink, in un'intervista, asserisce di non aver mai incontrato di persona, ma di averne udito le potenzialità sexy (?!) in un cd recapitatole per posta. Anche in questa composizione, come nel resto dell'album, non mancano inusitate sterzate in territori distanti dalle intenzioni iniziali, in un intreccio di parossismi sfocati che hanno l'impagabile pregio di tener ben desta l'attenzione: che ci sarà ora dietro l'angolo?
E' questa la domanda ricorrente, durante i primi ascolti. Forse nulla che già non sapessimo, ossia l'intelligenza e l'attitudine dissacratoria di questa ragazza che è anche e soprattutto parecchio brava.

(12/12/2006)



  • Tracklist

1. Yadda Yadda Yadda No. 1
2. A Round Figure
3. The Boxer
4. Honkey Donkey
5. You're Ugly
6. Hot Diggity Dog Run Run Run
7. Fold Your Hands Child, You Walk Like An Egyptian
8. My B-Sides Rock Your World
9. On An Ordinary Day
10. The Show Master
11. Take That Gum Out!
12. You've Got Me

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