Cursive

The Difference Between Houses And Homes

2005 (Saddle Creek) | emo-core

I nordamericani Cursive hanno guadagnato attenzione e pagine di riviste grazie ai loro ultimi lavori, "Domestica" del 2000 e "The Ugly Organ" del 2003. In attesa del loro prossimo disco di inediti, previsto per l'anno venturo, rilasciano questa raccolta di "canzoni perse" che dovrebbe fotografare l'evoluzione del complesso, dagli inizi emo-core alla maturità compositiva raggiunta negli ultimi anni. Dovrebbe. In realtà non ci si deve lasciare ingannare dall'arco temporale presente nel titolo dell'album (1995-2001): a esservi contenuti sono soltanto i primi Ep del gruppo, i meno personali e più scadenti. Eccezione unica, che permette di leggere il suddetto titolo come truffa e non come menzogna (il che è peggio), è "Nostalgia", brano targato, appunto, 2001, e, guarda caso, pezzo migliore del disco, seppur latiti in personalità. In esso, in pratica, l'epica (melodica) dei Cursive va a inserirsi nel tessuto sonoro dei Sonic Youth.

L'apertura è affidata a chitarre deragliate prima che Schnase si trasformi in Shelley e sostenga gli incroci, i ghirigori, i mira che ti rimiro di chitarre che si inseguono, che da sempre costituiscono il marchio di fabbrica di Moore e Ranaldo. I brani che riescono a raggiungere la soglia della decenza, oltre al suddetto, si contano sulle famose dita di una mano (e resta anche spazio). Le due "Disruption" ("…In The Normal Swing Of Things" e "…in Our Lines Of Influence") riescono a solleticare l'attenzione dell'ascoltatore con sferragliate possenti e linee melodiche di qualità, mentre "Polar" si apre con un lungo fraseggio strumentale prima di collassare sotto i colpi esplosivi e le urla di Kasher.

In realtà, la cifra stitlistica del disco è data da chitarrozzi ad alto volume, ma privati della benché minima incisività, e da melodie lamentose, il tutto tendente a cogliere l'epos di brufolosi adolescenti americani, con qualche spruzzatina di gioventù sonica e Fugazi qua e là a far figo. "Dispenser" (uno dei due inediti, l'altro, la conclusiva "I Thought There'd Be More Than This", è un lento sussurro con chitarra sfrigolante in sottofondo e pulsazione elettronica su, tutt'altro che spiacevole, ma niente più che un post scriptum) e ancor di più "Sucker & Dry" sono i pezzi più veloci, usa e getta da festa del college, il primo da divertimento e cazzeggio, il secondo con tanto di cuore in bella mostra. Veri e propri manifesti di (men che) mediocrità.

I lenti fanno anche peggio: "And The Bit Just Chokes Them", ballata soporifera per eccellenza, con inciso gridato al mondo intero (che si duole e si pente), si candida, con ottime chance, al prestigioso titolo de "i cinque minuti più inutili della storia del gruppo", mentre "The Knowledge Hasbeens" è in lizza per l'altro ambitissimo titolo de "i tre minuti più fastidiosi della storia del gruppo": il tono frignante di Kasher (che manca di quella pastosità ed eccesso da parodia di un Molko) provocherebbe perdite di aureole a parecchi santi. Finiamola qui: "The Difference Between Houses And Homes" è un disco inutile, il cui unico vero scopo è far cassa, raschiando il fondo del barile e recuperando brani che erano degni del posto in cui erano (fuori catalogo).

Se, nonostante tutto, siete fan sfegatati dei Cursive e non potete farvi mancare questo gioiellino di "canzoni scarse", correte lo stesso al vostro negozio di fiducia e comprate. Contenti voi, contenti loro, contenti tutti.
  • Tracklist
1. Dispenser
2. Pivotal
3. Sucker & Dry
4. Icebreakers
5. And the Bit Just Chokes Them
6. There's a Coldest Day in Every Year
7. A Disruption in the Normal Swing of Things
8. Nostalgia
9. The Knowledgeable Hasbeens
10. Polar
11. A Disruption in Our Lines of Influence
12. I Thought there'd be More Than
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