Ginevra Di Marco

Disincanto

2005 (On The Road Music Factory) | pop-rock

L'esaurimento del capitolo Csi, praticamente avvenuto con l'uscita di "Tabula rasa elettrificata" nel 1997, è stato l'occasione per far emergere le velleità soliste dei componenti del gruppo. Ginevra Di Marco ha dato alle stampe la sua opera prima ("Trama tenue") due anni dopo. Un lavoro, per quanto ancora acerbo, capace di mostrare un talento melodico cristallino e di porre solide basi di buone speranze per la carriera futura. Sono dovuti passare sei anni da allora (in mezzo ai quali l'esperienza Pgr, un disco live intitolato "Smodato Temperante" e un figlio), prima di poter trovare un seguito.

"Disincanto", che si avvale, come tutti i suoi lavori discografici, della produzione di Francesco Magnelli, è un progetto che mostra maggiore ambizione e maggiore perizia sonora, ma che raramente riesce a trovare sotto questo aspetto soluzioni davvero degne di nota. In più, cosa ben peggiore rispetto al primo peccato (veniale e comprensibile, considerando la lunghezza e il peso della carriera degli autori del suono del disco), la grande personalità che la Di Marco aveva mostrato in sede di scrittura pare imbrigliata e riesce a liberarsi dall'imbracatura ben poche volte, seppur quelle stesse poche volte librandosi in emozionanti sprazzi melodici. Il riferimento è soprattutto a "J", che parte come declamazione dall'andatura battente e assassina, in debito netto verso Ferretti (anche vocalmente), decisamente trascurabile fin quando non lascia il posto a un inciso aperto e questo sì davvero tagliente, pregno di purezza e di emozione, momento catartico e apice del disco tutto.

I notevoli (seppur in misura minore) cambi melodici di "Hannorè", sottolineati da chitarra e piano tintinnanti, e la dolcezza di fondo del carillon di "Andirivieni" salvano pezzi altrimenti tediosi, mentre questa è la sensazione che invece regna al termine della salmodiante "Fedeli differenti" e del pur ben svolto compitino di "No exit" (tant'è vero che l'andamento funkeggiante de "La buona fortuna", il pezzo più "vendibile", coda a parte, del disco, arriva come una boccata d'ossigeno). "La rete", invece, paga maggiormente dazio al suono Csi, ma bisogna ammettere che il saccheggio sortisce un buon effetto. Collocazione difficilmente contestabile, ma indubbiamente "pesante", in chiusura, per i tre episodi più distesi dove maggiore spazio è lasciato alla melodia (e completamente avulsi dal suono del disco).

Ad ogni modo, anche questi pezzi confermano l'andazzo generale che vede le attese tradite, anche se non pienamente: meritevole di citazione, infatti, è "Io/Tu", la meno digeribile del lotto, ma al tempo stesso quella che si fregia del miglior inciso. Bocciatura con appello, dunque, per il ritorno di Ginevra Di Marco, in attesa che il talento che oggi brilla a sprazzi domani riesca a uscir fuori con maggior continuità e pienezza.

(29/12/2009)

  • Tracklist
1. Tribale
2. Andirivieni
3. Fedeli differenti
4. Hannorè
5. J
6. No exit
7. La buona fortuna
8. La rete
9. Passero
10. Io / Tu
11. Madre severa
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