Cappello A Cilindro

Per Non rallentare

2006 (Cinicodisincanto/Edel) | songwriter

Secondo disco per i Cappello A Cilindro, band romana che ha da tempo conquistato una certa notorietà in grazia di una musica genuina, sincera, divertita e divertente, ma anche capace di certe "poeticherie" (dal titolo del loro esordio, datato 2004) che sanno bene come appiccicarsi al cuore. In questo "Per non rallentare", comunque, viene fuori tutta l'anima bandistica della band guidata da Emanuele Colandrea, le cui liriche intessono un universo fatto di magia, di tensioni immaginifiche, ma anche di rimandi alla realtà di tutti i giorni. Tradizione, elettricità e sintetizzatori: un connubio perfetto per le loro nuove inclinazioni, contaminando De Gregori con Capossela , ma anche musiche latine, mediterranee e pure un filino di jazz. Non saranno degli innovatori, come ha imprudentemente scritto qualcuno, non avranno ancora raggiunto la vetta della loro ispirazione, ma è certo che quello che fanno lo fanno benissimo, e con una coerenza invidiabile. E, poi, c'è quel sentore picaresco che attraversa il tutto, come si evince, da subito, nell'iniziale "Il vento forte".

"Vertigini" ha dalla sua un'energia sincopata, rutilante e coi fiati a piede libero; l'accoratissima title-track è fatta di orizzonti illimitati, mentre la circense "Il modo più geniale" prelude al trittico base dell'intero disco, quello di "Fiesta". Una sequenza di immagini e di rimandi alla provincia italiana, dove le feste di paese hanno ancora un sapore speciale, fatto di storie e leggende che si intrecciano, indissolubilmente. Fondamentale, poi, l'uso di certe melodie di Nino Rota, a segnare una continuità spirituale, piuttosto che artistica. E, quindi, dalla tipica marzialità bandistica di "Fiesta" alla corsa scalmanata e alla chiusura in grande stile di "Fiesta c", passando per i ritmi galoppanti di "Fiesta b". In pratica, un bignami bello e buono della loro arte appassionata. Poi, versi bellissimi come "l'inverno si vede / è aggrappato alle tegole" (dalla jazzata "Come in un elisir"), l'anima religiosa, immortale, la festa popolare, le bancarelle e lo zucchero filato ("San Giuliano"), mentre si guarda, con un misto di malinconia e tenerezza, il mondo da un vetro opaco ("Dal vetro"), ripetendosi che si, in fondo, "si fanno troppe polemiche / logorroiche a prescindere" ("Polemiche").

Dopotutto, poi, si è schiavi del meccanismo (la più furibonda "Gira l'economia"). Tuttavia, quasi per rivangare un discorso sotterraneo, in chiusura ritornano le "poeticherie" e, allora, il tocco fragile e gentile di "All'improvviso" e l'incanto notturno ed aereo di "Poeticherie" lasciano che sul paesello in festa scenda una di quelle notti profonde e apparentemente definitive, dove i sogni vagano senza sosta.


(28/10/2006)

  • Tracklist
  1. Il vento forte
  2. Vertigini
  3. Per non rallentare
  4. Il modo più geniale
  5. Fiesta
  6. Fiesta lato a
  7. Fiesta lato b
  8. Come in un elisir
  9. San Giuliano
  10. Dal vetro
  11. Polemiche
  12. Gira l'economia
  13. All'improvviso
  14. Poeticherie
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