Ray Davies

Other People's Lives

2006 (V2) | songwriter, pop-rock

Ray Davies è uno dei grandi, grandissimi nomi che la scellerata macchina dell'industria discografica (col colpevole aiuto di una stampa troppo spesso incompetente) ha lasciato cadere nel dimenticato. I suoi Kinks sono stati tra gli esponenti più importanti del periodo di maggiore boom della musica rock, contribuendo a scrivere le coordinate di un intero genere, il pop-rock. Travolti dal passare degli anni, oscurati da quel macigno di nome Beatles, allontanatisi dall'intero ambiente (Davies ha prodotto a suo nome sinora ben poca roba e la sua in pratica non può neanche definirsi una "carriera" solista), sono finiti per divenire un nome non così conosciuto presso il grande pubblico.

Accade così che il disco del grande ritorno sulla scena dell'ormai sessantaduenne Davies, "Other People's Lives", esca per una etichetta minore e non si becchi tutta la pubblicità e gli strombazzamenti del pressoché coetaneo McCartney, né la grossa mano in sede di produzione di cui ha potuto usufruire l'ex-Beatle (Nigel Godrich). Ed è un vero peccato per entrambe le parti. E per i signori delle grosse case, dato che il disco ha un potenziale di classifica davvero impressionante, orecchiabile e (rischierò d'ora in poi la fulminazione istantanea, ma è davvero così) banalotto quanto basta, molto Eagle-Eye Cherry per intenderci, zeppo di ballatone radio-frendly. E per lo stesso Mr.Davies, che, senza maghi alle spalle, tira fuori un suono davvero poco personale e poco incisivo, troppo, davvero troppo, già sentito.

Il disco è diviso equamente tra pulsioni British (e come poteva essere altrimenti) e pop-rock americano (a volte fa capolino anche qualche traccia di Lou Reed, ma i riferimenti maggiori sono ben più prosaici). A questo secondo filone va attribuito l'attacco: un bel giro di basso killer (seppur ultrasentito) tiene le fila del pop-rock di "Things Are Gonna Change (The Morning After)", che sbanda troppo facilmente in una melodia decisamente non all'altezza del suo compositore. "After the Fall" e "All She Wrote" sono invece due numeri base del genere, il primo evocativo a voce cruda e il secondo più spensierato; mentre "Run Away From Time" palesa la citazione reediana in un boogie urbano sottolineato da colpi d'organo.
Sono brani arrangiati con garbo e competenza, ma mediocri, in cui il nerbo è solo figurato ma privo di sostanza reale. L'unico a salvarsi di questo lato della medaglia è "The Getaway (Lonesome Train)" che sfrutta un arpeggio di chitarra docile e dolce (anche questo ultrasentito, ma vabbè), per imbastire una lunga recita per venature country.

Il versante inglese non è che vada molto meglio. Vero che presenta una "Next Door Neighbour" tenera carezza dal passo Merseybeat, con un bell'arrangiamento di fiati; e una "Stand Up Comic", vaudeville profondamente kinksiano su pizzicate di chitarra e basso funky, sottolineature di sax e esplosioni di elettrica, capace di portare alla memoria i vecchi fantasmi. Ma altrettanto vero che ci costringe a sorbirci il lamento di "Is There Life After Breakfast?", in cui il marchio di fabbrica scivola con troppa facilità nel patetico; e la melanconica e prevedibilissima "Creatures of Little Faith", con immancabile solo di sax nel finale.

Non resta che confermare, allora: la media qualitativa dei pezzi di "Other People's Lives" è proprio la mediocrità. La classe si sente, ma gira a vuoto e la grande malizia sfoderata può permettere a Davies di gabbare solo qualche ingenuotto. Esemplare in questo la pur piacevole title track, melodica e un pizzico spagnoleggiante, accompagnata da una voce femminile e cesellata con gran qualità: il brano più piacione del disco. Chi invece, da ascoltatore, ne ha altrettanta di malizia comprenderà benissimo come questo disco possa finire nel dimenticatoio con una semplice scrollata di spalle, dato che di canzoni memorabili (e non carine o bonariamente radiofoniche) Davies ne ha imbroccata a stento mezza. E' proprio per questo che alla fine, quando si va a tirare le somme, il giudizio finale viene a risultare così severo.

(17/12/2006)

  • Tracklist
1. Things Are Gonna Change (this is the morning after)
2. After The Fall
3. Next-Door Neighbour
4. All She Wrote
5. Creatures of Little Faith
6. Run Away From Time
7. The Tourist
8. Is There Life After Breakfast?
9. The Getaway (Lonesome Train)
10. Other People's Lives
11. Stand Up Comic
12. Over My Head
Ray Davies on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.