Burnt Friedman & Jaki Liebezeit

Secret Rhythms 2

2006 (Nonplace) | jazz-rock

La frequentazione del duo Friedman/Liebezeit (synth, percussioni ed effettistica il primo, batteria il secondo) si è fatta sempre più stretta. Dopo un'intensa attività live negli ultimi anni, ecco che arriva il secondo album in coppia, dopo il primo volume dei "ritmi segreti" nel 2002.
"Secret Rhythms 2" è stato anticipato qualche mese fa da un Ep preparatorio con David Sylvian, "Auf Und Davon/Out In The Sticks". Quindi è seguito "Snow Borne Sorrow", il disco a nome Nine Horses, gruppo messo insieme dallo stesso Sylvian che vedeva accreditato anche Friedman.

Osservando a prima vista l'immagine di copertina di questa nuova uscita, viene da pensare a una decostruzione delle forme della cover art del "Secret Rhythms" originale, una sua riduzione in pattern ripetuti irregolarmente. Il naturale passo seguente è l'attesa che la musica rifletta l'intento figurato in copertina. La lettura dei credits e della lista degli strumenti in gioco non può che rafforzare ulteriormente questo auspicio. Friedman e Liebezeit sono infatti accompagnati in sette tracce da Tim Motzer alle chitarre e in sei dal clarinetto di Hayden Chisholm e frequenti sono anche le apparizioni di vibrafono, basso e chitarre aggiuntive.

La speranza viene purtroppo disattesa in larga parte dall'ascolto del disco, che resta su livelli di sufficienza, senza decollare, non per difetto degli ingredienti ma per l'insipido mix degli stessi. Non mancano infatti il sound curatissimo e la patina (solo quella) di perfezione che ci si aspetta da una produzione del genere.
Non è il drumming preciso, compatto e senza sbavature di Liebezeit, uno dei migliori batteristi rock di sempre, a farsi rimpiangere più di tanto. Non sta certo suonando "Halleluhwah" o "Bel Air", e sono nel frattempo passati trentacinque anni da quando scuoteva metronomicamente Colonia e il mondo intero con i suoi Can, ma Jaki continua a svolgere il proprio compito egregiamente.

Sono forse le idee vincenti che mancano a questo progetto, che risulta anche difficile collocare in un genere che non sia il troppo vago jazz-rock di maniera.
Non è infatti post-rock, nonostante ricordi qualcosa dei Tortoise ai livelli minimi d'ispirazione, impantanati nella melma della routine. Non è ambient, anche se in definitiva l'ascolto più adatto per il disco, spiace dirlo, è proprio quello di sottofondo.

Qualcosa di buono c'è, comunque, soprattutto per un certo fare ipnotico (ascoltate "Niedrige Decken", ad esempio) che ci avvolge con grande intensità e piacere per qualche minuto, prima che l'attesa (alimentata ad arte anche dalle note lunghe e dalle pause) per qualcosa che non arriverà mai si faccia troppo grande.

Aprono il disco "Sikkerhed" e "The Sticks", alternate version di pezzi già presenti su "Out In The Sticks", mentre l'unico brano non strumentale è "The Librarian", già comparso su "Snow Borne Sorrow", ovviamente interpretato dalla voce di David Sylvian.
La tracklist qui riportata si riferisce all'edizione in cd, tuttavia esiste anche una stampa in doppio vinile in cui la traccia conclusiva, "Caracoles", è sostituita con una bonus track dal nome "Wirklich".


(10 gennaio 2006)

(19/12/2006)

  • Tracklist
  1. The Sticks
  2. The Librarian
  3. Mikrokasper
  4. Niedrige Decken
  5. Broken wind Repair Kit
  6. Fearer
  7. Caracoles
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