ANJA GARBAREK - Briefly Shaking

2006 (Emi)
pop-rock

Figlia d’arte (il padre è il sassofonista Jan Garbarek), salita alla ribalta con il suo terzo Lp, (il buon “Smiling & Waving”, anno 2001, il primo per una major, la Virgin, reso ancor più appetitoso dalla presenza di collaborazioni eccellenti, ma eccellenti davvero, come Mark Hollis e Robert Wyatt), Anja Garbarek va a posizionarsi nell’interessante territorio battuto da artisti del calibro di Bjork e Laurie Anderson, tra pop, archi, rock ed elettronica.

Dopo una sosta più o meno obbligata causa maternità, la Garbarek prova a dare un seguito alle sue istanze artistiche con questo “Briefly Shaking”, lavoro con gli ospiti in meno e un polistrumentista in più, Gisli Kristjansson, occupato in sede di produzione e arrangiamento (dove è affiancato dallo stesso Jan Garbarek), che ripresenta più o meno gli stessi elementi già emersi in passato, ricondotti in un formato giusto più fremente e radio-friendly.

“Born That Way” è un breve accenno di arietta classica con cascata di archi, soffi di fiati e giochi di voce, dal taglio decisamente bjorkiano. Ma non è questo quello che ci aspetta: “Dizzy With Wonder” ci sposta subito in territori maggiormente rock, basso, contrabbasso e percussioni disegnano un passo pesante su cui entra la chitarra elettrica a tirare il brano. L’arrangiamento è vario, con una parentesi camminata per pulsazioni elettroniche, organo e battiti di mani, ed è il vero valore aggiunto del brano, altrimenti un po’ anonimo.

Il singolo “The Last Trick” è il pezzo forte del disco, chitarra e percussioni acquose, la bella voce della Garbarek a soffiare dolce, melodia incantata, fili di synth, violini e wurlitzer a conferire pastorale nobilità. Si tratta purtroppo di un’eccezione, dato che in verità “Briefly Shaking” si rivelerà essere una delusione. I pezzi sono piuttosto banali e il loro incedere sembra solo un pretesto per mostrare i curatissimi arrangiamenti (questi sì davvero belli) che ben si sposano con il suono pulitissimo dovuto ai potenti mezzi Emi.

“Sleep” si divede a metà tra pesanti colpi di elettronica tagliati da una chitarra elettrica con recitato della Garbarek e versante melodico per organo e violini, senza convincere in nessuno degli ambiti. “Shock Activities” è un elettro-rock base insipido, con frasi di flauto (inascoltabili) e intrusioni di sax (bello). “Can I Keep Him?” è una ballata su tappeto di archi e pianoforte, fine ma molto noiosa. Lievemente meglio fanno “My Fellow Riders”, ancora piano e violini, contributo di flauto e timbro trasognato; e l’antica melodia di “Still Guarding Space”, immersa in suoni a metà fra classicismo ed elettronica. La cifra base, comunque, resta la mediocrità, come sottolinea l’insignificante rockettino arabesco alla Shirley Manson di “This Momentous Day”.

Occorre, dunque, seppur a malincuore, dato lo spreco di forze, rimandare la Garbarek alla prossima prova, ché qui di convincente c’è davvero poco. La speranza è che questo flop porti a una reazione d’orgoglio della nordica e a un uso migliore delle risorse umane che, beata lei, si ritrova a disposizione.

01/03/2006

Tracklist

  1. 1. Born That Way
  2. 2. Dizzy With Wonder
  3. 3. The Last Trick
  4. 4. Sleep
  5. 5. Shock Activities
  6. 6. Yes
  7. 7. My Fellow Riders
  8. 8. Can I Keep Him?
  9. 9. This Momentous Day
  10. 10. Still Guarding Space
  11. 11. Word Is Out

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