Jolie Holland

Springtime Can Kill You

2006 (Anti) | songwriting, folk

Nella nuova ondata di revival del folk che invade buona parte del mondo musicale di oggidì, esistono vari tipi di atteggiamento con cui gli artisti affrontano questo genere: c’è chi lo fonde col metal, chi lo mesce all’elettronica e chi invece sceglie un percorso "purista", cercando di riproporre suoni di tradizione antica senza concedere nulla alla modernità.
Già dalla copertina del suo terzo album in cui si presenta, insieme alla sua band, con ritratti in bianco e nero molto in stile anni 30-40, si capisce che Jolie Holland, texana di Houston, appartiene con fierezza all’ultima categoria.

In "Springtime Can Kill You", infatti, la cantautrice cesella dodici canzoni che, facendo perno soprattutto sulla sua voce pulita, restano sospese in un'atmosfera malinconica e senza tempo. Un folk classico, che si impregna a tratti di vaghi sapori jazz. Il talento della Holland, sia sotto il profilo musicale che per quanto riguarda il songwriting , è innegabile; in questo album lo si può notare, al di là di qualche autocompiacimento (sentire la prova vocale di "Crazy Dreams"), in canzoni come "Adieu False Heart", rivisitazione di un traditional resa con grande mestiere, nell’acquarello fischiettante della title track o nella conclusiva "Mexican Blue", splendida e delicatissima ballata in cui la voce della Holland dà il meglio di sé, mentre il tappeto musicale, inizialmente uno scarno pianoforte, cresce via via, arricchendosi di nuovi suoni.

Nonostante altri episodi più che degni ("Moonshiner", "Crush In The Ghetto", il valzer country di "Stubborn Beast") e malgrado l’assenza di canzoni di qualità scadente, questo "Springtime Can Kill You" rimane però un album che non riesce a decollare, troppo ancorato com’è a un tenore sommesso, che rende il tutto troppo uniforme e monotono.
Sicuramente l’artista è di tutto rispetto e la proposta musicale è inappuntabile in ogni sua traccia, ma si ha l’impressione che Jolie Holland abbia giocato "in casa", costruendo una perfezione formale e muovendosi in un campo che conosce bene senza prendere nessun rischio, senza tentare quell’azzardo che avrebbe forse dato al disco quel di più per renderlo meno pulito, ma certamente più interessante.

(22/10/2006)

  • Tracklist
  1. Crush In The Ghetto
  2. Mehitibell's Blues
  3. Springtime Can Kill You
  4. Crazy Dreams
  5. You're Not Satisfied
  6. Stubborn Beast
  7. Don't Tell 'Em
  8. Moonshiner
  9. Ghostly Girl
  10. Nothing Left To Do But Dream
  11. Adieu False Heart
  12. Mexican Blue
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