Crescent

Little Waves

2007 (Fat Cat) | folk, slowcore

Non dev’essere stato facile per Matt Jones rimettersi a pensare musica dopo un capolavoro della statura di “By The Roads And The Fields”. Gli anni trascorsi e il silenzio artistico in cui s’era trincerato non lasciavano presagire sorprese. Ma chiaramente sbagliavamo. Così, all’improvviso, in una calda giornata agostana, i Crescent ritornano con un nuovo lavoro, e hai quasi paura ad avvicinarti nel timore che la magia svanisca.

Fortunatamente, “Little Waves” si dimostra disco a cui vale la pena donare attenzione, perciò non badate troppo al voto finale (relativamente basso), di un recensore ancora abbacinato dall’eccitante desolazione di “By The Roads And The Fields” per poter dare un giudizio totalmente scevro da condizionamenti… D’altro canto potevamo forse immaginare un ulteriore miracolo? Potevamo pretendere si replicasse la complessità e, soprattutto, il fascino alieno di quella meraviglia in note? Certamente no.
E infatti “Little Waves” batte percorsi differenti, suonando come un buon disco di malinconico folk al rallentatore, dal songwriting roccioso e dall’umore pacificato, appena rischiarato da raggi di luce che riescono (a fatica) a penetrare nel cuore di tenebra. Una volontà di lasciarsi dietro l’abisso, evidentemente, a evincersi dalla presenza di arrangiamenti ariosi (benché scarni), classicheggianti, come dall’assenza di quei sinistri rumorismi che “infestavano” le uscite precedenti. Ma soprattutto dalla voce, che qui si offre in differenti sfumature umorali, nonostante una monotonicità di fondo che è oramai un marchio di fabbrica del nostro

Dieci canzoni in tutto, dove aleggiano fantasmi Drakeiani e Rivuletsiani, e dove l’incedere subsonico dei Crescent trova finalmente sfogo, sublimandosi in strutture policrome. Jones svela appieno le sue doti di songwriter, indovinando almeno cinque/sei pezzi da applausi, mentre il resto  non riesce ad attestarsi sui medesimi livelli qualitativi. “Cup“ funge da manifesto del nuovo corso, snodandosi in quasi 5 minuti di rotonde costruzioni folk dall’incedere sicuro, nonostante sembrino continuamente sul punto di collassare nel vuoto. Mentre le melodie sono grandi protagoniste in “Nearly Ready” e “Come Into The Shade”, dove limano spigoli, e ne addolciscono un’esteriorità da marcia funebre. E se il desolato tribalismo di “Drift” lascia, per un attimo, intravedere l’inferno di “By The Roads And The Fields”, “Before” ci comunica che l’uomo ha probabilmente intravisto un bagliore in fondo al tunnel.

Comunque sia, la musica dei Crescent continua ad emozionare. Non è poco di questi tempi.

(26/08/2007)

  • Tracklist
  1. Little Waves
  2. Cup
  3. Nearly ready
  4. Geese
  5. Hey, September
  6. Come Into The Shade
  7. Drift
  8. Birds Come Out Of The Trumpet
  9. Before
  10. Our river
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