Omar Souleyman

Highway To Hassake (Folk And Pop Sounds Of Syria)

2007 (Sublime Frequencies) | jihadi-techno

Ad Alan Bishop bisognerebbe erigere una statua, e non solo per aver dato vita, insieme al fratello Richard, a quella splendida creatura dalle livree cangianti chiamata Sun City Girls, ma anche per la sua attività di etnomusicologo, nelle vesti di boss della Sublime Frequencies.
Per chi ne fosse all’oscuro, Sublime Frequencies è semplicemente una delle etichette più eccitanti in cui possiate imbattervi, soprattutto se avvertite il bisogno di evadere dai soliti ascolti, e approcciare il mondo dei suoni altri. In due parole Bishop e compagnia si occupano con fare certosino, di raccogliere, documentare, catalogare, musiche, short wave radio, field recording, video, film e quant’altro, dalle periferie del “mondo conosciuto”, ed in particolare dalle zone rurali dell’Asia dell’Africa e del Medio Oriente.
Materiali dal fascino esotico/esoterico, dai linguaggi non del tutto codificabili (soprattutto da noi occidentali), ovvero musiche dove il flusso dei segni scorre turbinoso, incontrollato, e che si prestano a essere interiorizzate senza nessuna pretesa di razionalizzazione. Non provateci comunque, non vi riuscireste.

Detto che tra le molteplici uscite susseguitesi in questi anni, che continuano tutt’ora (per fortuna), ve ne sarebbero da segnalare la maggior parte, in questa sede abbiamo preferito soffermarci su ”Highway To Hassake (Folk And Pop Sounds Of Syria)”, compilation che documenta le gesta di Omar Souleyman, leggenda del pop siriano, conosciuto anche oltre i confini del paese. E iniziamo da qui, perché ci sembra un’ottima porta d’ingresso considerata la relativa fruibilità dell’operazione.

Nato nel Nord-Est della Siria, Souleyman inizia la carriera di cantante nel 1994, coadiuvato da un ristretto manipolo di musicisti che lo seguono tuttora. Pare abbia pubblicato più di 500 album tra cose in studio e registrazioni dal vivo, e il disco in oggetto vorrebbe essere testimonianza più che compendio di circa dodici anni di attività artistica.
Di che parliamo? Beh nella scheda presente sul sito di Sublime Frequencies si legge che lo stile del nostro germoglia dalla commistione di differenti tradizioni musicali, da quella turca, a quella irachena, passando per la curda. Da qui il vero sound of Syria.

Ovviamente, non ho elementi per mettere in discussione quanto affermato, quello che posso dirvi, invece, è che le canzoni di Souleyman sono tra le cose più stranianti mi sia capitato di ascoltare. Sensazione probabilmente favorita dall’ibridazione di antico e contemporaneo, dall’utilizzo di caratteri che attengono alla cultura araba classica - rintracciabili principalmente nello stile di canto Mawal - innestati in strutture più vicine al nostro modo di intendere il pop.
“Jihadi Techno” viene definita questa strana mistura retrò-moderna, dove l’uso di tastiere, di elettroniche analogiche e di strumentazioni autoctone conferisce all’insieme una sottile patina psichedelica, pur in presenza di pattern ritmici semplici, ma piuttosto incalzanti. Un ossimoro in note quindi, e ciò, inoltre, nel netto contrasto tra gli umori meditativi di alcuni pezzi e le declamazioni anthemiche di Souleyman.

A quanto si dice, l’uomo va orgoglioso dell’originalità della sua arte, e certamente  non possiamo dargli torto, difficilmente ascolterete qualcosa di simile. Perché “Highway To Hassake (Folk And Pop Sounds Of Syria)”, come il resto delle uscite Sublime Frequencies, batte percorsi davvero particolari, limitrofi ma tutto sommato marginali rispetto alla strada maestra world/terzomondista imboccata già diversi anni or sono da etichette ben più conosciute.
Consigliato senza alcuna riserva.

(04/09/2007)

  • Tracklist
  1. Leh Jani
  2. Jani
  3. Dabke
  4. Atabat
  5. Arabic Dabke
  6. Alkhatiba Zaffouha
  7. Jalsat Atabat
  8. Alshikhani
  9. Toul Al Zeenah
  10. Bashar Ya Habib Al Shaob
  11. Don't Wear Black, Green Suits You Better
  12. Atabat
  13. Jani
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