Richard Swift

Dressed Up For The Letdown

2007 (Secretely Canadian/ Polydor) | pop

Un battito di mani, un coro da musical anni Sessanta, una tromba da circo di strada, un po’ di Swingin’ London e l’atmosfera subito diventa magica dalle prime note di “Dressed Up For The Letdown”, un disco che sembra fuori epoca, quasi un Lp sfuggito ai recensori dei primi 70 e ripubblicato con bonus track. Niente di tutto ciò, Richard Swift è un cantautore che riprende il discorso abbandonato della grande canzone americana, da Irving Berlin a George Gershwin, per poi passare attraverso i 70 con Harry Nilsson e Randy Newman, musica pop che ignora la nascita del rock‘n‘roll e ne va fiera. Solo Rufus Wainwright ha operato un recupero cosi netto della tradizione americana (ha da poco pubblicato un tribute-album a Judy Garland), ma a Swift manca l’approccio romantico e malinconico, e così tutto è più lieve, con un beffardo cinismo che diverte e stuzzica l’ascoltatore.

Dieci fantastici quadretti di vita comune, un sound originalissimo dove la batteria sembra di plastica e cartone, il piano rubato dai provini dei Beatles, una orchestrazione alla Van Dyke Parks, tutto asservito a composizioni molto incisive. Basti ascoltare la splendida “The Songs Of National Freedom”, con piano e basso che disegnano ritmi e armonie in modo inusuale, pur se con richiami anni 70, oppure “P.S. It All Falls Down”, che inserisce elementi moderni come il vocoder e altre soluzioni ironicamente kitsch e retrò.

Pop incontaminato (”Kisses For The Misses”), ballad ricche di soluzioni armoniche improbabili e testi surreali e intensi (”Buildings In America”), semplicità e gusto (“The Million Dollar Baby”), ironia arguta su note apparentemente più soft ("Ballad Of You Know Who"), per un talento forte e originale, che ha superato momenti molto difficili prima di vedere pubblicato il suo terzo album.
La geniale e ironica “Artist & Repertoire” diventa invece manifesto culturale di Swift, quando questi ironicamente canta: "Mi dispiace, signor Swift, ma non c'è radio che ami suonare canzoni del vostro amore sofferto, cantateci un jingle e vi offriremo un po’ di pane, a voi costerà solo il vostro cuore e la vostra testa".

Consapevole che per integrità artistica il nostro si aggiungerà alla lista dei geni non famosi come il gia citato Harry Nilsson, Swift rinuncia a trucchi che rendano il tutto più moderno e accattivante, coinvolgendo anche la veste grafica volutamente aliena e geniale.

(13/12/2007)



  • Tracklist
  1. Dressed Up for the Letdown
  2. Songs of National Freedom
  3. Most of What I Know
  4. Buildings in America
  5. Artist & Repertoire
  6. Kisses for the Misses
  7. P.S. It All Falls Down
  8. Ballad of You Know Who
  9. Million Dollar Baby
  10. Opening Band
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