Gui Boratto

Take My Breath Away

2009 (Kompakt) | house

Gui Boratto è stato, un paio di anni fa, uno dei nomi più "caldi" della scena techno/house, se non altro per la quantità enorme di remix che sforna per amici e colleghi con assidua frequenza. Il suo stile un po' giocoso, che mette assieme ritmi dance a strumenti analogici, ha in sé una grande gamma di sensazioni che lo rendono appetibile sia agli addetti ai lavori che ai neofiti della cassa dritta. Il primo disco lungo ("Chromophobia", 2007), accolto molto bene dalla critica settoriale e dal pubblico, dimostrava le grandi potenzialità di Boratto e la sua capacità di incantare e far ballare allo stesso tempo.

Il ritorno, dopo due anni, s'intitola "Take My Breath Away" e, seppur sia un buon disco, non riesce a stupire come il precedente. Il problema fondamentale è che la formula riproposta è sempre quella e, seppur tremendamente efficace, risulta fin troppo prevedibile. Non mancano certo i colpi di classe: l'avvolgente title track, la ruvida "Atomic Soda", l'incantevole melodia di "No Turning Black", il dejà-vu neworderiano di "Besides". E' il disco nel complesso a non coinvolgere, anche per colpa dei pezzi più "tirati" messi in coda alla tracklist, che fanno perdere l'appeal onirico presente nel resto del lavoro.
"Take My Breath Away" è un buon disco che piacerà soprattutto ai fan del brasiliano. Per il resto, consiglio vivamente di ripescare il precedente "Chromophobia", decisamente più ispirato.

(04/01/2010)

  • Tracklist
  1. Take My Breath Away
  2. Atomic Soda
  3. Colors
  4. Opus 17
  5. No Turning Back
  6. Azzurra
  7. Les Enfants
  8. Besides
  9. Ballroom
  10. Eggplant
  11. Godet
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