Bill Orcutt

A New Way To Pay Old Debts

2009 (Palilalia) | avant-blues, noise-blues

L’ex Harry Pussy torna sul luogo del delitto, a macinare frantumazione e delirio, con un disco di blues “rumorista” in cui la sola chitarra acustica ne combina di cotte e di crude, immolandosi sull’altare delle emozioni forti. Una chitarra inviperita e torturata (“Lip Rich”), per cui qualcuno ha parlato di un incrocio tra Sonny Sharrock e Derek Bailey, forse esagerando un tantinello nell’accostare il pur volenteroso Bill a due mostri sacri di tal fatta.

C’è, infatti, in “A New Way To Pay Old Debts” una sicura volontà di rispolverare la tradizione, nell’ottica di una sensibilità tutta contemporanea, figlia di assedi noisy e conflagrazioni avant. Così, il continuum di strappi metallici e di storture assortite, che attraversano da cima a fondo composizioni quali “Too Late to Fly” e la title track, se, da un lato, sono raffigurazione di un animo sconvolto, che nella musica del diavolo cerca di rintracciare la strada smarrita per la redenzione, dall’altro finiscono per evidenziare, senza mezzi termini, il limite invalicabile di un disco che nell’atto deflagrante dell’improvvisazione smarrisce ogni tensione raziocinante.

Ecco, quindi, che dietro il paravento dell’eccitazione incontrollata, le frastagliatissime, ispide schegge e le scale febbricitanti di “Pocket Underground” nascondono più di un momento di assoluta dispersione, fino a che “Cold Ground” tira i remi in barca.
Nella cover di “Sad News from Korea” di Lightnin’ Hopkins, infine, l’occhio vigile rintraccia il sentiero per la tradizione venerabile dei maestri.

Sforzo apprezzabile, ma convince poco.  

(04/11/2009)

  • Tracklist
1. Lip Rich          
2. Sad News From Korea        
3. Pocket Underground        
4. Too Late To Fly        
5. My Reckless Parts        
6. Street Peaches        
7. A New Way To Pay Old Debts        
8. Cold Ground
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