Aloe Blacc

Good Things

2010 (Stones Throw) | soul

Sempre più attenta alle diverse sfaccettature della black music, la losangelina Stones Throw prosegue spedita nella propria brillante cavalcata produttiva accaparrandosi l'ennesimo talento in circolazione e rinvigorendo ulteriormente l'invidiabile ciurma. Stavolta è la matrice squisitamente soul a prendere il sopravvento. Perché Aloe Blacc sembra non appartenere all'epoca in cui viviamo, pare provenire direttamente dal passato, magari per mostrarci l'essenza e la centralità di uno stile radicato nell'anima della tradizione statunitense. In tal senso, basta scrutare l'espressione e l'abito à la Al Green in copertina per capacitarsi delle reali intenzioni del giovanotto.

Accantonato l'r&b morbido di "Shine Through", con questo suo secondo disco Blacc punta dritto alla reincarnazione diretta del soul più classico che si sarebbe potuto ascoltare nei Settanta, in una sola parola: Motown. I riferimenti sono altrettanto plateali: Terry Callier su tutti e l'imprescindibile Mayfield. Ma è nella super-produzione di due mostri sacri dell'ingegneria del suono come Leon Michels e Jeff Silverman e nella forza delle singole canzoni che Blacc mette d'accordo un po' tutti, magari anche coloro che non hanno mai apprezzato omaggi incondizionati e palesi riletture stilistiche. E la già celebre "I Need A Dollar" - singolo bomba strappa-classifiche, utilizzato nell'accattivante serie televisiva "How To Make It In America" - è solo un assaggio del potenziale espresso dall'ispirato rapper/soul-man afroamericano.

"Good Things" è semplicemente un piccolo scrigno da cui poter attingere tutto quello che il ghetto non ha mai smesso di spennellare. C'è praticamente di tutto: funky in wah-wah appeal ("Hey Brothers"), r&b di gran classe, finanche qualche leggerissima cucchiaiata reggae posta per addolcire l'atmosfera ("Miss Fortune"). Eppure la patina resta sempre ed esclusivamente soul, atta ad avvolgere una mescola dorata di trombettine, piano Rhodes e mielosi giretti armonici ("Green Lights").

Tuttavia, il nostro non è solo un musicista dall'anima caldissima ("Mama Hold My Hand") ma è soprattutto un intellettuale attento alle dinamiche sociali/razziali della propria terra. Laureatosi presso la University of Southern California, Blacc mostra un'abilità disarmante nel fondere delicati equilibri compositivi riuscendo a conciliare attivismo sociale tipicamente old school e puro intrattenimento nero.
Poi, se l'approccio a "Femme Fatale" dei Velvet Underground è lasciar fluire un'estasi gospel melodrammatica che accappona la pelle, non ci resta che benedire l'avvento di un nuovo "profeta" del soul e ringraziare per l'ennesima volta Chris Manak.

(13/11/2010)

  • Tracklist
  1. I Need A Dollar
  2. Green Lights
  3. Hey Brother
  4. Miss Fortune
  5. Life So Hard
  6. Take Me Back
  7. Femme Fatale
  8. Loving You Is Killing Me
  9. Good Things
  10. You Make Me Smile
  11. If I
  12. Mama Hold My Hand
  13. Politician (Reprise)
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