Haus Arafna

You

2010 (Galakthorrö) | industrial, minimal

Raramente capita di essere così amati e, al tempo stesso, così ferocemente stigmatizzati da critica e pubblico come accade ad Haus Arafna, duo tedesco attivo da tre lustri che, grazie alla pubblicazione di una manciata di album e alla contemporanea attività della propria etichetta Galakthorrö, ha saputo ridefinire - e quindi rinnovare - la comune accezione di musica industriale europea.

Chi scrive ha sempre nutrito profonda stima e ammirazione per l'operato della compagine teutonica: e per la rivitalizzazione operata verso un genere tendenzialmente autoreferenziale come a volte sa essere l'industrial e per la sardonica ironia che da sempre permea l'azione comunicativa di Haus Arafna e la stessa Galakthorrö Records.
"You" arriva dunque a sciogliere l'enigmatico silenzio che aveva avvolto l'operato di Arafna dal 2003, anno in cui i nostri diedero alle stampe "Butterfly", perfetta sintesi tra l'irruenza rumorista dei primi lavori e la contemporanea ricerca tendente alla sintesi di ansiogene melodie minimali, ricerca questa sviluppata dal duo nel solco del progetto parallelo November Novelet.

Le dodici tracce contenute nel lavoro in questione si muovono, dunque, all'insegna di quella formula vincente già individuata ai tempi di quella pietra miliare dell'industrial tedesco edita sette anni or sono: tenui inviluppi elettronici votati alla sottrazione - si veda la traccia d'apertura "Pain To Love [You Never Made A Sacrifice]", "Judas Kiss [You Were Chosen To Suffer]" e "The Woman You Are [There Is More Than You Expect]" - alternati a virulente impennate rumoriste vetero-industriali - si consideri "Learned Helplessness [Can't You See A Way Out]" o "Alive Through Pain [You Expose The Core]".
Sintesi perfetta di quanto detto si ritrova nei due episodi posti a sigillo del disco: "Colony Collapse [A Sign For You]", ovvero ideale tributo di sangue pagato da Arafna alle proprie ascendenze musicali di matrice SPK - in particolare la corrispondenza cui ci riferiamo per la traccia in questione si esplicita nel richiamo alla bellissima "A Heart That Breaks (In No Time Or Place)" del progetto di Graeme Revell, gruppo di cui il duo teutonico rappresenta l'ideale incarnazione per sincretismo poetico e musicale - e infine "Independent [How You Can Be Loved]", con quel suo incedere claudicante accompagnato da un ebbro recitato che sceglie di adagiarsi su sfuocati intrecci di batteria elettronica.

In ultima analisi, "You" potrebbe risentire dell'assenza di quell'effetto sorpresa, di quel blitz-krieg che tanto ci aveva colti impreprati ai tempi di "Butterfly"; tuttavia, la sacralità della poetica e dell'immaginario batailleano evocato dal duo tedesco soddisfano pienamente le brame di chi non può - e non intende - fare a meno di questa nuova ondata industriale europea targata Galakthorrö e, nello specifico, Haus Arafna.

(22/12/2010)

  • Tracklist
  1. Pain To Love [You Never Made A Sacrifice]
  2. You Don't Believe Me [The Dream You Can Follow]
  3. Learned Helplessness [Can't You See A Way Out]
  4. You [You Without Yourself]
  5. Judas Kiss [You Were Chosen To Suffer]
  6. Today You Died [Did You Know Who I Am]
  7. Lucifer [Between You And I]
  8. The Woman You Are [There Is More Than You Expect]
  9. Fallen [Mercy For You]
  10. Alive Through Pain [You Expose The Core]
  11. Colony Collapse [A Sign For You]
  12. Independent [How You Can Be Loved]

 

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