Blow Monkeys

Staring At The Sea

2011 (Fod) | alt-pop

British soul, fraseggi blues, accordature folk, qualche ruvidezza controllata e ingentilita da orchestrazioni bacharachiane, due pagine strappate dall'appena aggiornato diario, e quei soffi di sax sempre misurati ma presenti. Dr. Robert gira circospetto per la cucina, rimira le pietanze, soppesa gli ingredienti con lui sempre generosi dal punto di vista palatale. Anche troppo, verrebbe da pensare, visto il preoccupante scadimento di forma che, se non sta attento, nel giro di due lustri potrebbe portarlo a rivaleggiare con un maestro della pastasciutta come Galeazzi.

Il fatto è che Roberto è sempre stato un golosone: non tutti ricordano un giovane maestro che usava dilatare le frequenze non solo musicali della propria compagnia da piano-bar di lusso, i Blow Monkeys, infilandoci di tutto: groove intriganti, malizia equivoca, chilogrammi di tastiere, crooning post-bowiano, tantissimo gel per capelli. Un dottore dotato però dell'arte della sintesi, ed ecco che dai fornelli uscivano perlomeno cinque o sei piatti buoni per tutte le stagioni, a prova di scadenza.
Arrivato a toccare l'ambito traguardo delle cinque stelle (nella speciale Guida Michelin-New Cool), Doc aveva avvertito come una sensazione di nausea. Il proverbiale Alka Seltzer arrivava sotto le vesti di una carriera solista maggiormente improntata verso forme cantautorali, sempre più minoritari gli episodi danzanti e ammiccanti, sempre più frequente il ricorso all'introspezione, condita da qualche battito trip-hop, magari ingigantita discretamente dall'antico respiro orchestrale (da assaporare, senza il preavviso di appariscenti aperitivi, almeno "Flatlands"). Il risultato sono stati quasi vent'anni di celebre anonimato, di successo artistico lontano da ogni riflettore.

Nonostante il sorriso malizioso, le pose efebiche, le spalline eccessivamente imbottite, gli ombrellini cinesi a protezione della propria incolumità artistica, a Bobby non gliene è mai fregato nulla dei giudizi esterni, della critica che lo applaudiva ma qualche smorfia la palesava nei confronti della troppa cipria, di un pubblico spesso disattento e attratto fuggevolmente dalle mode. Così anche un classico comeback from eighties (a dire il vero si tratterebbe del secondo tentativo, dopo il timido antipasto pregustato nel 2008) assume forme ben differenti dalle coordinate dance ammantate di acid-jazz degli albori dei Novanta, quando Robert aveva messo da parte tutti i suoi classici menù. Registro sobrio, nessuna frivolezza, produzione rigorosa e piuttosto calda, per un suono quasi live, apparentemente da "buona la prima", chitarre in primissimo piano, acustiche ed elettriche, il lavoro intelligente dei movimenti orchestrali che non intasano, neanche enfatizzano ma accompagnano, raddoppiano i passaggi strumentali e gli spunti vocali del Dottore, veracemente rauco. E la minestra è tutt'altro che sciapa, anzi è saporita e dal retrogusto non vigliacco.

E allora qualche acquolina è pienamente giustificata dal country gospel jazzato di "Prayin' For Rain" in trattenuto crescendo, dagli unisoni sinfonici vintage di "Seventh Day", con chitarra cucinata bella cruda e in grado di assestare assoli in modalità wah-wah, dal ritmo incalzante e sicuro dell'opening track "Steppin' Down", con armonizzazioni welleriane e archi che si insinuano quasi di nascosto e trascinano tutto quello che trovano al loro passaggio. Poi succede che a metà serata l'album vira su un sentiero per così dire più intimista, non da luci soffuse ma meno urgente. Un attimo di impasse, perché negarlo, ma sorprende nella statica "Face In The Rock" un improvviso soffio di sax che sa di commozione, come pure il minimale soliloquio di "All Blow Down" per chitarra, orchestra e voce sussurrata ma talmente in primo piano che sembra che Robert ti stia confidando un segreto.
Forse si tratta di una ricetta, magari è quella definitiva. No, non è ancora tempo di ammazzacaffè.

(03/05/2011)



  • Tracklist
  1. Steppin' Down
  2. Hanging On To The Hurt
  3. The Killing Breeze
  4. Seventh Day
  5. Staring At The Sea
  6. What It Takes
  7. Prayin' For Rain
  8. One Of Us Is Lying
  9. Face In The Rock
  10. All Blown Down
  11. A Lasting Joy
  12. When We Fall Out Of Love
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