Brutal Truth

End Time

2011 (Relapse) | grind, death-metal, punk-crust

Il concetto di progresso in ambito musicale ha conosciuto molteplici esponenti, trasversali ai generi e ai momenti cronologici. Nel folto novero possiamo citare senza dubbio i Brutal Truth, da sempre nemici giurati degli stereotipi e delle convenzioni più pedestri. Rinomata la loro preparazione nel concepire prospettive brillanti e mai stantie, conferendo intelligenza creativa a un (sotto)genere volutamente autistico quale il grindcore, impresa perciò ancor più ostica.

Con "End Time" ci troviamo sulle coordinate di "Need To Control", all'epoca (1994) della convergenza tra iconoclastia grind, scorie noise-rock e fughe crust-hardcore, un modo come un altro - il loro - per abbattere le barriere tra stili.

 

Il risultato, esplicitamente lo-fi, cagiona un sound sporco e melmoso in cui il basso sempreverde di Dan Lilker violenta sistematicamente le chitarre e occupa un posto in prima linea nelle incursioni soniche, fra detriti post-hardcore, sezioni groovy in controtempo e il vortice sludge "Drink Up". La band statunitense partorisce una creazione spuria, gestita su toni bassi e soffocanti, in cui apparenti cacofonie sono regolate come deflagrazioni controllate in modo tecnicamente ineccepibile.

Un organismo vibrante ed eruttivo in ventitre inconfondibili schegge politicizzate e aggiornate ai mala tempora odierni, tramite la solita rabbia lucida e incanalata nella via più razionale e al contempo freaky possibile, divisa fra l'attacco alla tecnocrazia imperante e la fascinazione per un'ottica olistica della globalità.

 

La chiusa è affidata alla parabola epilettica di "Control Room": un quarto d'ora di frequenze dissonanti e abrasioni industrial-noise - tra bruitismo e free-jazz giapponese - probabile preludio finale a ipotetici scenari apocalittici di una modernità che non aspetta altro che il proprio inarrestabile collasso.

"L'evoluzione attraverso la rivoluzione": è sempre stato questo, in ultima analisi, il loro peculiare lascito.

(05/11/2011)

  • Tracklist
  1. Malice        
  2. Simple Math         
  3. End Time   
  4. Fuck Cancer
  5. Celebratory Gunfire       
  6. Small Talk
  7. .58 Caliber  
  8. Swift And Violent (Swift Version)
  9. Crawling Man Blues  
  10. Lottery       
  11. Warm Embrace Of Poverty      
  12. Old World Order
  13. Butcher
  14. Killing Planet Earth
  15. Gut-Check
  16. All Work And No Play
  17. Addicted    
  18. Sweet Dreams      
  19. Echo Friendly Discharge   
  20. Twenty Bag
  21. Trash
  22. Drink Up    
  23. Control Room
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