Butcher Boy

Helping Hands

2011 (Damaged Goods) | alt-pop, folk

Dopo i tanti anni trascorsi da outsider dalla scena di Glasgow, John Blain Hunt deve aver preso gusto a offrire al un pubblico ristretto ma devoto frequenti saggi della sua classe di poeta e autore di deliziose canzoni pop. Mantenendo la media di un disco ogni due anni, Hunt ritorna sulle scene con il terzo episodio dei suoi Butcher Boy, confermando quanto di buono evidenziato nei precedenti "Profit In Your Poetry" e "React Or Die", rispetto ai quali i dodici brani del nuovo "Helping Hands" si collocano in una linea di continuità non semplicemente stilistica ma anche per quanto attiene alla crescente cura nella produzione e negli arrangiamenti.
Sono proprio questi ultimi, lussureggiati e ariosi come non mai, pur senza tradire in alcun modo il minimale gusto per la melodia caratteristico della band, a caratterizzare in maniera evidente questo nuovo lavoro.
Prova ne è anche la presenza di tre brani strumentali, che, incentrati in particolare sul violoncello, sulle tastiere e sui fiati, palesano la passione di Hunt per le colonne sonore e la soavità delle sue composizioni (i tre brani, del resto, sono stati scritti per sonorizzare, nel 2010, il film in bianco e nero "Chick's Day", del regista scozzese, surreale e visionario, Enrico Cocuzza).

Ad emergere, in ogni caso, sono, anche questa volta, canzoni al tempo stesso pervase da decadente malinconia e vivacizzate da melodie fiorite e ritmiche dal passo disinvolto. Così anche questo terzo capitolo della saga Butcher Boy, si fregia delle tipiche popsong che hanno reso distinguibile e unico il sound della band: "The Day Our Voices Broke", narrazione fluida e agrodolce a tema sentimentale, resa pulsante e densa di calore umano dal passo disinvolto delle tastiere e dall'appassionato romanticismo di un'interpretazione, al solito pacata, profonda e vagamente teatrale, oppure il "singolo" "Imperial", brioso uptempo dotato di grandi potenzialità "radiofoniche, (se solo qualcuno si decidesse a diffonderlo anche sulle nostre fequenze).
 
La versatilità vocale di Hunt, del resto, che ben si attaglia a vari registri e avvicendamenti di tempo, permette a "Helping Hands" di rifuggire la monotonia o la piattezza di tante produzioni (indie)pop contemporanee e fa sì che vedano la luce anche brani più uggiosi e umorali, nei quali la malinconica e nostalgica poesia della band trova la sua esaltazione definitiva. Emblematica, in tal senso, è la titletrack, che riesce a coniugare, in un sapiente dosaggio, spleen e delicate orchestrazioni pop-folk: quella che comincia come una classica ballata per piano, cresce con l'entrata in scena dei vari strumenti, per poi concedersi, dopo un corposo interludio strumentale, un nuovo rallentamento prima dell'apoteosi finale. Difficile che gli occhi degli ascoltatori più sensibili possano rimanere asciutti dopo una tale dimostrazione di finezza sentimentale.

Non è, tuttavia, esclusivamente la splendida interpretazione di John a rendere "Helping Hands" un lavoro decisamente riuscito: il sotterraneo lavorio delle chitarre di Basil Pieroni impreziosisce tutti i brani ( e rende "Bluebells" una piccola gemma), e le tastiere di Alison Eales sono in evidenza come non mai.
Proprio nel notevole spazio che le tastiere trovano in "Helping Hands" conferendogli, un suono più decisamente radicato negli anni '80 ("Whistle And I'll Come To You"), deve riscontrarsi il principale punto di discontinuità rispetto ai lavori precedenti. Tale scelta è con buona probabilità da ascriversi al produttore Brian McNeill, per lunghi anni tastierista dei China Crisis, band tra le più sottovalutate (e valide) dell'epopea synth pop dei primi anni Ottanta inglesi.

Sono tutti questi gli elementi che, dosati e amalgamati con sapienza, fanno di "Helping Hands" un album prezioso e in mirabile equilibrio tra "pop da camera" e "pop da cameretta". E, siatene certi, non è davvero poco.

(30/12/2011)

  • Tracklist
  1. J Is For Jamie
  2. The Day Our Voices Broke
  3. Helping Hands
  4. Imperial
  5. Bluebells
  6. T Is For Tommy
  7. Parliament Hill
  8. I Am The Butcher
  9. Whistle And I'll Come To You
  10. Russian Dolls
  11. Your Cousins And I
  12. Every Other Saturday
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