La lavorazione ha richiesto un anno ma, alla fine, Evan è riuscito a pubblicare questo nuovo lavoro, annunciato come una critica contro la società capitalistica e la geografia urbana, da sempre impegnata a ricercare spazi sempre nuovi per ospitare una popolazione in continuo aumento. Di contro,
Caminiti evoca spazi illimitati, richiamando la solita tradizione dell’
american primitive guitar ma, invero, accentuando quella metafisica della frontiera già presente in altri suoi lavori. Silenzi squarciati dal brusio delicato e interminabile del crepuscolo; praterie che si perdono a vista d’occhio; panorami che si inseguono senza sosta, prima di tuffarsi dentro la schiuma luccicante dell’oceano, etc.: è in questa dimensione immaginifica e visionaria che l’opera si inscrive, risuonando per una mezz’ora scarsa come un’invocazione insieme misteriosa e intima, individuale ed universale.
Probabilmente, “When California Falls Into the Sea” è il suo lavoro più “sentito”, non necessariamente quello più riuscito.