Fionn Regan

100 Acres Of Sycamore

2011 (Heavenly) | folk-gothic

Abili narratori gli irlandesi, in grado di scorrere le pagine di una storia con una forza evocatrice che è aliena agli inglesi ed è più congeniale ai folksinger americani, audaci e sentimentali ma sempre sobri e lucidi, ancor attraversati dal fuoco sacro dell'ispirazione che rende il tutto rimarchevole e raffinato.
Il nuovo album dell'irlandese Fionn Regan, "100 Acres Of Sycamore", è il racconto di un amore folle e selvaggio, una storia dai contorni epici che si anima di musica e poesia, mentre i protagonisti danzano tra antiche vestigia, un album che l'autore ha definito la farfalla che è nata dalla crisalide "The Shadow Of Empire".

È un ennesimo cambio di stile che trasforma ogni suono acre in oscure e sinistre ballad di folk-gothic, i germogli di "100 Acres Of Sycamore" sono sbocciati durante il suo soggiorno in un antico borgo di Valencia, ospite dell'attrice Anna Friel, casualmente conquistata dalla reciproca  comprensione del libro di Robert Graves "The White Goddess".
Non sembri sconveniente il confronto poco gentile che Fionn Regan descrive in "Sow Mare Bitch Vixen", ognuno dei termini del cui titolo (sow = seminare, mare = cavalla, bitch = cagna, vixen = volpe) diventa ambiguo se legato all'essere femminile; non basta parlar di donne pericolose e traditrici, devi anche rivivere la paura di essere una sua vittima e Fionn Regan in "Sow Mare Bitch Vixen" ne celebra tutta la furia devastante con un giro armonico petulante che si adorna di archi senza divenir romantico.
 
È un album dalla robusta costituzione folk, un ritorno alle matrici acustiche di "The End Of History", ma il candore dell'esordio è contaminato da arie mitteleuropee e toni neoclassici che sottolineano un bagno di sangue e sudore che accoglie nuove sfumature nelle sempre intense liriche dell'autore.
Il vortice orchestrale che trascina il flavour melodico di "The Lake District" è un giro di valzer che ha perso ingenuità, mentre Fionn Regan canta senza pudore di amore e morte trasformando il Parco Nazionale nel corpo dell'amante: "Prendi la mia mano e balliamo questo valzer, tra le volte della cattedrale, avvolgendoci come la bobina di un film straniero...".
Anche "Dogwood Blossom" supera i leciti confini della melodia con toni carezzevoli, ma ancora una volta le parole evocano forza poetica e suggestioni visionarie: "Cosa accade quando sei così in basso da sentirti a pezzi?, la solitudine ti tiene costantemente sveglio, cosa ti succede quando percepisci il passare del tempo, ti rivedi bambino e cominci a piangere, tu mi dici che sei turbato e che sei sempre stato a disagio nella tua stessa pelle, cosi resti a contemplare lo scorrere del fiume per spegnere i pensieri oscuri nella tua mente".

Il giovane irlandese conosce bene l'arte della provocazione letteraria, e non è raro incrociare il vigoroso insieme di musica e parole di artisti come Leonard Cohen - la fragile e limpida "1st Day Of May" e la già citata "Dogwood Blossom" sembrano uscire dalle pagine di "Songs Of Love And Hate", ed è un'intensità che si mette in mostra già dalle prime note dell'iniziale "100 Acres Of Sycamore". "Alzati dalle trappole della carne e della pelle.. dall'ammasso che ti fa ululare e ti porta via il sangue".
Esuberanti e imponenti le progressioni armoniche di "The Horses Are Asleep", nella quale Fionn Regan descrive il risveglio dei sensi e della sessualità con toni vibranti e con una solennità che si ripropone in "List Of Distractions", abilmente farcita di neoclassicismo armonico e di raffinate immagini che scortano l'incidere vorticoso e pregevole degli archi.
Alfine, Fionn Regan sembra aver trovato la chiave definitiva per esibire il suo talento, la sua arte non è nuova ma è costruita su delle basi più solide di altri autori contemporanei, lambisce la dolcezza in "For A Nightingale", l'evanescenza nella conclusiva "Golden Light" e si tinge di psichedelica ossessività nella litania della memorabile "Vodka Sorrow", nella quale la parola assurge ad assoluta protagonista.

"100 Acres Of Sycamore" è un album che si nutre di contrasti e colora l'enfasi emotiva con nuovi tratti, fragilità e resistenza, dolcezza e cinismo, ma anche country e folk che si incrociano per celebrare il sontuoso pamphlet melodico di "North Star Lover", che diviene il manifesto della nuova fase lirica di Fionn Regan, un trionfo della poesia sul suono che affascina e seduce.

(30/08/2011)



  • Tracklist
  1. 100 Acres Of Sycamore
  2. Sow Mare Bitch Vixen
  3. The Horses Are Asleep
  4. The Lake District
  5. Dogwood Blossom
  6. For A Nightingale
  7. List Of Distractions
  8. 1st Day Of May
  9. North Star Lover
  10. Woodberry Cemetery
  11. Vodka Sorrow
  12. Golden Light
  13. North Star Lover (Acoustic Version) (iTunes bonus track)
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