Kreng

Grimoire

2011 (Miasmah) | dark-ambient

A due anni di distanza dall'eccellente quanto enigmatico "L'Autopsie Phénoménale De Dieu", riappare nel catalogo Miasmah il misterioso progetto Kreng. Poco o nulla si sa sul musicista belga che si cela dietro questo macabro pseudonimo (che in olandese significa qualcosa come carcassa, cadavere), se non il suo nome di battesimo (Pepijn Caudron) e alcuni artisti da lui inseriti tra le sue maggiori influenze (Ennio Morricone, Bach, Šostakovič, John Cage).

Chi si aspettava che questa seconda prova illuminasse l'ambiguo universo musicale di Kreng dovrà rassegnarsi, perché "Grimoire" è quanto di più ermetico, imperscrutabile e non definitivo sia venuto fuori ultimamente in territori dark-ambient. Lo spettro musicale coperto, già vastissimo nel disco precedente, raggiunge in questo nuovo episodio un'armonia inedita, pescando dal jazz come dalla tape music, il tutto misurato con estrema oculatezza al fine di modellare una creatura musicale varia ma unitaria, a servizio di una più ampia costruzione concettuale.

 

Per "Grimoire" Kreng sceglie di accompagnarci in un inquietante viaggio onirico, popolato da spettri, personaggi ambigui e cerimonie occulte.

Così, con quella voce che ammonisce al telefono in "Karcist" ci si congeda dalla realtà empirica per regredire in un passato lontano e arcano, nel quale ci accoglie la figura del bagatto ("Le Bateleur"), personaggio dei tarocchi, che con la sua laboriosità e il suo sguardo, svia l'attenzione dell'osservatore. Abilità e inganno. La musica sembra seguire lo stesso procedimento: poche note di piano e di tromba fisse sullo sfondo, su un ritmo cupo che avanza intorpidito, mentre un vuoto dronico scorre in sottofondo, palesandosi minaccioso nei momenti di maggiore suspense.

"Opkropper" non prova certo a smorzare i toni, anzi, la stralunata piéce cameristica e i vocalizzi incerti di un soprano aggiungono apprensione e turbamento a un percorso nel quale ormai si brancola disorientati. "Petit Grimoire" introduce invece un abbozzo di romanticismo: il riferimento questa volta è ai libri di magia nera, diffusi nei rituali clandestini tardomedievali e rinascimentali; osserviamo così la scena indecisi se scappare inorriditi o partecipare affascinati al rito.

 

"Wrak" è il momento più teso del lotto, quegli attimi in cui il sogno diviene più intenso, le immagini più vive, i battiti cardiaci accelerati. Col consueto passo assonnato, ci si introduce in un non meglio precisato relitto (una nave che va a picco? un tugurio infestato dagli spiriti?): le poche note di un'orchestra mandate in loop incalzano l'iniziale indugio, ma questa volta il panico e il terrore trionfano e il brano deraglia nel noise più atroc,e tra frequenze elettroniche e schegge di un sax impazzito. Poteva essere il sussulto finale prima del risveglio, invece tutto s'acquieta, rimane solo l'eleganza di un pianoforte e il più completo abbandono alla surreale catena degli eventi.

Senza soluzione di continuità ci si ritrova nello squallido sobborgo delle "prostitute sanguinanti" ("Ballet Van De Bloedhoeren"), appena ingentilito dai barocchismi di un quartetto d'archi, preludio alle visioni drammatiche di "Girl In A Fishtank", tra field recordings, tessiture ambient fittissime e nastri logori di partiture orchestrali.

"La Poule Noire" e "Balkop" riconducono ai rituali ancestrali dei grimori, questa volta vissuti attraverso un epico incedere morriconiano sul quale viene celebrato il sacrificio della gallina nera, la cui sepoltura è officiata su un susseguirsi di percussioni tribali. Ma improvvisamente lo scenario si trasforma e nel buio di una catapecchia di periferia si viene proiettati nel mezzo di una seduta spiritica, guidata dalla cantilena di uno sciamano in trance estatica.

Nell'ultima tappa del trip, ci si può finalmente deliziare dalle tribolazioni jazz di "Satyriasis", in pieno stile thrilling.

 

La musica di "Grimoire" si colloca in uno spazio fosco, le cui atmosfere da rituale occulto, unite a un umore da incubo lynchiano, trovano una singolarissima soluzione: i brani si susseguono come una serie di immagini e visioni che seducono ma non appagano, scorrono vivide ma non si lasciano mai afferrare completamente.

Colonna sonora di classe per incubi raffinati.

(09/08/2011)

  • Tracklist
  1. Karcist
  2. Le Bateleur
  3. Opkropper
  4. Petit Grimoire
  5. Wrak
  6. Ballet Van de Bloedhoeren
  7. Girl In A Fishtank
  8. La Poule Noire
  9. Balkop
  10. Satyriasis
  11. Konker
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