L'esordio del giovane musicista giapponese Lycorislicoris, “From Beyond The Horizon”, ci ha messo più di un anno a raggiungere un distributore europeo.
Anche per via del piccolo nome dell'etichetta che lo pubblica, la Moph Records, una giovane casa discografica di Tokyo nata con in mente i suoni della Plop e della Noble. Proprio i nomi di Kashiwa Daisuke, Serph, e Midori Hirano vengono in mente ascoltando le dieci tracce in scaletta di “From Beyond The Horizon”. Un mondo dove elettronica, indie-pop e musica da camera si incontrano per crare acquarelli tanto indefiniti quanto suggestivi.
L'album si apre con un languido downtempo jazzy alla Telepopmusik (“Oar”) che serve a calibrare i neuroni per l'incanto electro-fusion dell'omonima “From Beyond The Horizon”, come ascoltare i Telefon Tel Aviv alle prese con un remix degli Oregon.
Piana (altro nome del catalogo Noble) canta sulla sognante “Daydreamer”, l'unica vera canzone del disco: una ninnananna tra Mum (periodo “Green Grass Of Tunnel”) e Helios. “Night Train” è un funk notturno sorretto dal pianoforte liquido di Lycoriscoris. “Amenooto” una ballata struggente che ricorda il più romantico Sakamoto. Il disco si chiude con l'ambient stellare di “Stillness”.