Primordial

Redemption At The Puritanís Hand

2011 (Metal Blade) | metal

Se dovessimo svolgere una sorta di fenomenologia del territorio irlandese, tale da includere cimiteri celtici, climi tempestosi, nuvole in viaggio e paesaggi naturalistici che sovrastano qualsivoglia concetto di finitezza, allora non potremmo che rivolgerci musicalmente ai Primordial, forse i più fieri e meritevoli rappresentanti della propria nazione nell'ambito del metal estremo. La band originaria di Skerries, nella Contea di Dublino, ha saputo costruire, tassello dopo tassello, una discografia di per sé tellurica, non solo esente da errori o fallacie espressive, ma anche aderente interprete del rinomato senso di appartenenza che il popolo irlandese generalmente manifesta nei confronti della propria terra d'origine.

 

Si potrebbe banalmente ricorrere al classico patto con il demonio, per descrivere il progressivo plasmarsi di un suono veemente, elegante e ricercato, all'interno di sette full length, più svariati Ep, la cui caratteristica costante è l'equilibrio tra coerenza stilistica e innovazione. Il nuovo "Redemption At The Puritan's Hand", dedito a temi incentrati sull'ineluttabilità della morte, conferma l'encomiabile creatività dei Primordial, aggiungendo agli ingredienti del passato le spezie della definitiva maturità stilistica e di un pathos portato alle sue conseguenze ultime.

Le otto lunghissime tracce, per una durata complessiva che supera abbondantemente i sessanta minuti di musica, s'intersecano in modo armonico in tutti quegli innumerevoli interstizi sonori che si richiamano all'epicità, al solenne incedere, alle meditazioni esistenziali violentemente deturpate. Difficile dare una definizione oggettiva al suono dei Primordial, giacché intento a plasmare un eterogeneo sodalizio tra il sanguinolento death-metal anni 90, le violacee pennellate doom, i sapori celtici dal retrogusto vagamente folk, le cavalcate proto-Iron Maiden.

 

"No Grave Deep Enough" racchiude tutta l'essenza del platter: una litania tragica, sotto cieli plumbei minaccianti tempesta, il cui spirito guerrafondaio scaturisce dall'intreccio che la voce solenne di Alan Nemtheanga, la versione-Braveheart di Aaron Stainthorpe (My Dying Bride), crea con l'irruenza delle due chitarre. Stop and go, dilatati arpeggi oscuri, drumming quasi tribale: "Lain With The Wolf" e "Bloodied Yet Unbowed" abbozzano paesaggi naturalistici in cui la violenza selvaggia è attutita dal grido lancinante di Nemtheanga, probabilmente giunto all'acme assoluto per quanto concerne espressività e interpretazione. Chi avesse dubbi a riguardo ascolti attentamente la semi-ballad "The Mouth Of Judas", probabilmente il miglior brano mai partorito dai Primordial, nel quale l'equilibrio tra arpeggi melodici e improvvise deflagrazioni metalliche ha il suo punto d'appoggio nel canto costernato del singer, intento a urlare tutta la propria disperazione per l'inspiegabile finitezza del creato.

 

Tra le innumerevoli qualità di "Redemption At The Puritan's Hand" vi è senza dubbio la compattezza, una compattezza che però non è antitetica alla variabilità delle atmosfere: ecco, dunque, l'empatica convivenza tra struggenti canzoni death-metal, principalmente incentrate su growling vocals ("God's Old Snake" e "The Puritans Hand") ed epici canti doom ("Death Of The Gods"), che riportano indietro nel tempo, precisamente a quel "Journey's End" che segnò in maniera indelebile la scalata al successo dei Primordial in ambito metal.

A parte qualche piccolo difetto strutturale - per esempio, con una decina di minuti in meno l'ascolto sarebbe stato un po' più fluido - il nuovo pargolo di casa Primordial si impone all'attenzione del pubblico metal per la sua freschezza intrinseca e per una potenza di suono che mai inficia il lato melodico delle canzoni. L'Irlanda ha, senza dubbio, nei Primordial i propri ambasciatori più credibili nell'ambito del metallo pesante.

 

(23/05/2011)

  • Tracklist
  1. No Grave Deep Enough
  2. Lain With The Wolf
  3. Bloodied Yet Unbowed
  4. God's Old Snake
  5. The Mouth Of Judas
  6. The Black Hundred
  7. The Puritan's Hand
  8. Death Of The Gods
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